La battaglia legale su Piazza Cittadella segna un punto a favore di Palazzo Mercanti, ma per i cittadini la riappropriazione dello spazio sarà, almeno per ora, più formale che sostanziale. Il Tribunale di Piacenza ha infatti respinto la richiesta di sospensiva di Piacenza Parcheggi, stabilendo che la piazza torni nella piena disponibilità del Comune. Tuttavia, un impegno assunto da Palazzo Mercanti davanti al giudice rende questo ritorno “virtuale”: lo stato dei luoghi non potrà infatti essere alterato per almeno un altro anno e mezzo.
Il cuore dell’ordinanza firmata dal giudice Antonino Fazio risiede in una rassicurazione fornita proprio dalla difesa del Comune. Per dimostrare che non vi fosse urgenza nel bloccare la revoca della concessione, l’Amministrazione ha dichiarato che l’inizio dei lavori di riqualificazione non è previsto prima del mese di giugno 2027.
Questo significa che, nonostante il Comune riprenda formalmente le chiavi dell’area, non potrà procedere con interventi che modifichino la piazza. Il motivo è prettamente legale: deve essere garantito il “diritto alla prova” della società concessionaria. In altre parole, l’area deve restare così com’è nel caso in cui servissero ispezioni o perizie tecniche nell’ambito del giudizio di merito che dovrà stabilire chi ha ragione.
Dunque, se da un lato la piazza torna nel patrimonio collettivo, dall’altro rimane un’area di cantiere dove il tempo si è fermato. Il Comune ha precisato di non avere “né l’interesse né il potere di impedire l’accesso a un ausiliario del Giudice”, confermando che la tutela delle prove prevale sull’immediata operatività dei nuovi progetti.
Questa situazione di stallo ha permesso al giudice di revocare l’inibitoria: poiché non c’è il rischio di un’immediata distruzione o alterazione dello stato dei luoghi, non c’è più bisogno di un provvedimento d’urgenza.
Nonostante il rilevante vincolo temporale, che rischia di lasciare in freezer la piazza per un altro anno, il sindaco Katia Tarasconi ha espresso viva soddisfazione, parlando di un risultato che “riconosce l’impegno dell’Amministrazione a tutela di un patrimonio collettivo”. Secondo ilprimo cittadino, la fine del blocco legale permette agli uffici di tornare a lavorare con fiducia a un percorso di rigenerazione urbana, valutando le migliori progettualità per il futuro.
Mentre la piazza resta in questo limbo giuridico, il contenzioso si sposta ora sulla fase decisiva. Il Tribunale dovrà infatti entrare nel merito della vicenda per valutare le cause dell’inadempimento contrattuale e le eventuali colpe della concessionaria.
Fino ad allora, piazza Cittadella sarà dei piacentini sulla carta, ma resterà un cantiere “blindato ed inaccessibile” per la legge salvo che arrivi un’ulteriore decisione del Tribunale sufficiente a sbloccare la situazione.
Oltre al merito della questione, l’ordinanza rivela anche un retroscena tecnico non trascurabile: il giudice Fazio ha infatti voluto precisare che il percorso legale seguito è stato un “inutile aggravio” di procedure. Il magistrato ha sottolineato come la decisione su questo blocco urgente si sarebbe potuta prendere molto prima e in modo più semplice, se solo fosse stata affidata direttamente al giudice che si occupa della causa principale. Fazio ha messo nero su bianco di aver tentato più volte, fin dall’inizio, di evitare queste lungaggini burocratiche, ma di essere stato costretto a procedere a causa di decisioni organizzative dell’Ufficio (ossia del Tribunale) che non condivideva ed al proposito scrive “l’inutile aggravio procedimentale stigmatizzato dalle parti non ricade pertanto su questo Giudice, che lo ha più volte inutil-mente segnalato, e altrettanto inutilmente cercato di evitarlo, sin dall’iscrizione a ruolo del presente procedimento”.




