Pecorara ha accolto uno dei suoi ospiti più affezionati. Giulio Tremonti, legato da decenni al territorio dell’Alta Val Tidone, dove ha amici, frequenta la vita locale e di cui è cittadino onorario, è stato protagonista di uno degli appuntamenti più attesi del Fol in Fest 2026.
Nella sala “Gino Albertini” del Nuovo Centro Polifunzionale, l’ex ministro dell’Economia ha presentato il suo ultimo libro “Guerra o Pace”, offrendo al pubblico una riflessione sullo scenario geopolitico ed economico internazionale e sulle sfide che attendono il mondo nei prossimi anni.
L’incontro, aperto dai saluti del sindaco Franco Albertini e introdotto dagli interventi del direttore artistico del festival Massimo Polledri, ha preso le mosse da Mundus Furiosus, precedente saggio di Tremonti, dal quale è nato un confronto tra il mondo del Cinquecento e quello contemporaneo.
«Viviamo un tempo particolare in cui si intrecciano quattro fenomeni epocali e rivoluzionari», ha spiegato Tremonti. «La scoperta della Cina come protagonista dello scenario mondiale, il passaggio dalla carta alla rete, che ha trasformato il nostro modo di pensare passando dal cogito ergo sum al dubito ergo sum, fino ad arrivare quasi all’ego sum. A questo si aggiunge una crisi internazionale di proporzioni globali, segnata dalle guerre in Ucraina e nel Mar Rosso e dal concreto rischio di una nuova crisi finanziaria».
Pur descrivendo un quadro internazionale complesso e ricco di incognite, Tremonti ha voluto lanciare un messaggio di fiducia. Secondo l’ex ministro, il futuro passa attraverso una rinnovata assunzione di responsabilità, sia individuale sia collettiva, e dalla volontà di costruire un mondo fondato sulla pace e sulla stabilità economica.
Non è mancato un riferimento ai territori montani, tema particolarmente caro al relatore. «Del resto mi chiamo Tremonti, l’argomento mi interessa», ha scherzato, prima di soffermarsi sulle criticità che interessano l’Appennino: spopolamento, isolamento e carenza di servizi. Problemi che, ha sottolineato, devono essere affrontati per garantire un futuro alle comunità locali e valorizzarne le potenzialità.
Inaugurata la mostra dedicata al Purgatorio di Dante
La terza giornata del Fol in Fest, ultima tappa della manifestazione in Alta Val Tidone, si è aperta con l’inaugurazione della mostra multimediale “Il mio Purgatorio – Dante profeta di speranza”, curata da Gianni Nembrini, tra i maggiori studiosi dell’opera dantesca.
L’esposizione resterà visitabile fino al 2 agosto e sarà illustrata anche dagli studenti delle scuole del territorio, coinvolti come guide.
«La mostra fa parte di un trittico dedicato a Inferno, Purgatorio e Paradiso – ha spiegato Massimo Polledri –. Abbiamo scelto il Purgatorio perché rappresenta una salita, un cammino. A differenza di Inferno e Paradiso, che sono luoghi definitivi, il Purgatorio è un percorso di trasformazione e interpreta perfettamente il tema scelto per questa edizione del festival: il passaggio dalla difficoltà alla redenzione, attraverso il superamento dei propri limiti. È una mostra che parla della possibilità di ricominciare».
Il festival si sposta in Val Nure
Conclusi i primi tre giorni di appuntamenti in Alta Val Tidone, il Fol in Fest prosegue ora in Val Nure, con Ferriere che ospiterà i prossimi eventi.
Sabato 18 luglio sono in programma l’incontro con il giornalista Boni Castellane e il concerto dei New Trolls, mentre domenica 19 luglio spazio al laboratorio di fotografia con successiva escursione al Monte Crociglia, guidata da Emiliano Cribari.
Il Fol in Fest è promosso dai Comuni di Alta Val Tidone, Ferriere, Morfasso e Ottone, con il patrocinio del Ministero del Turismo, della Provincia di Piacenza, di Montagna Mia, del Parco Culturale Ecclesiale e dell’Associazione Italiana Trucco Argentino. L’iniziativa è sostenuta da Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio Emilia, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Banca di Piacenza, Allied Group e ALS.



