HomeAttualitàMurale "Tributo ad Armani", la lettera aperta dell'assessore Brianzi

Murale “Tributo ad Armani”, la lettera aperta dell’assessore Brianzi

«Un'opera che parla alla città e ai suoi giovani»

A pochi giorni dall’inaugurazione del murale “Tributo a Giorgio Armani”, realizzato dall’artista Koté sulla facciata del condominio Farnesiana tra via Carella e via Radini Tedeschi, l’assessore alle Politiche giovanili e all’Agenda 2030 del Comune di Piacenza, Francesco Brianzi, affida a una lettera aperta alcune riflessioni sull’opera, sul percorso che ne ha reso possibile la realizzazione e sui numerosi soggetti che hanno contribuito al progetto.

«A poche ore dall’inaugurazione del murale di Koté tra via Carella e via Radini Tedeschi, sento la necessità di mettere nero su bianco una serie di considerazioni e ringraziamenti che non c’è stato il tempo di esprimere in modo esaustivo l’altra sera, al termine di una cerimonia che ha giustamente visto protagonista l’omaggio reso a Giorgio Armani attraverso un’opera che ne consegna la storia non solo alla memoria collettiva, ma allo sguardo quotidiano della città.

Vorrei però sottolineare il percorso che ci ha portato sin qui, perché dietro questo murale c’è un’idea, c’è un bando pubblico, si intrecciano competenze e collaborazioni che ci hanno esortato, sin dall’inizio, a guardare oltre, lasciando spazio a possibilità nuove. In fondo, anche questo murale fa lo stesso: prende una parete e la trasforma in un’immagine capace di parlare alla città. Lo fa con un linguaggio vivo, contemporaneo, forse anche volutamente inatteso: l’arte urbana non nasce per essere neutra, ma per aprire domande, generare sguardi, rimettere in movimento i luoghi. E portare bellezza in uno spazio quotidiano significa dire che ogni parte della città merita attenzione, cura, qualità. Poco alla volta, attraverso questi segni, stiamo costruendo un polo artistico diffuso di cui la Farnesiana sta diventando il fulcro: non una galleria chiusa, ma un percorso aperto, accessibile, quotidiano.

Ringrazio, per questo nuova tappa nel cammino condiviso con la città, innanzitutto la famiglia e il Gruppo Armani. Grazie ad Antonio Cotecchia, Kotè, che ha completato quest’opera affrontando giornate davvero impegnative: chi è passato di lì nelle scorse settimane – a cominciare dai tanti abitanti del quartiere, cui sono grato, che hanno accolto e accompagnato Antonio e la sua arte con curiosità e amore – sa quanto caldo ci fosse e quanta fatica concreta ci sia dietro un lavoro di queste dimensioni. Accanto a lui, la mia riconoscenza va a Debora Malaponti, cofondatrice di ArteViva, mente e cuore del progetto cui ha dedicato passione ed esperienza, così come a Giovanni Anastasia, giovane e talentuoso street artist che ha collaborato con Antonio alla realizzazione del murale».

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