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Una classe dall’Alberoni alla Faustini? Il domino degli istituti comprensivi

Una prima già ospitata all’Alberoni dovrebbe essere trasferita come seconda alla Faustini, mentre una nuova prima farebbe il percorso inverso per lasciarle spazio

Torniamo ad occuparci della complicata vicenda dei nuovi istituti comprensivi di Piacenza, fortemente voluti dalla giunta Tarasconi e caparbiamente fatti partire a settembre 2026 nonostante l’assenza fisica di un plesso scolastico (ex Laboratorio Pontieri) e i lavori in itinere di un altro (ex Manifattura Tabacchi).

Dopo il precedente capitolo che noi di quotidiano Piacenza Online vi abbiamo raccontato, quello relativo all’IC6 – Carducci/Carella, oggi ci occupiamo di altri due temi che ci sembra giusto mettere sotto i riflettori.

Per mesi insegnanti e genitori avevano chiesto ripetutamente e pubblicamente di non stravolgere le classi già formate. Ufficio Scolastico Regionale ed Amministrazione Comunale non fecero alcuna marcia indietro, dopo aver tracciato i confini e disegnato, sulla carta, la suddivisione degli otto nuovi istituti comprensivi con relative dotazioni di docenti.

In queste ore però nelle chat fra insegnanti emerge quella che una vecchia locuzione latina definisce “exceptio probat regulam”: più volgarmente l’eccezione che conferma la regola.

Lo spostamento riguarderebbe proprio una classe appartenente a una sezione che da tempo è al centro di discussioni negli ambienti scolastici e alla quale sarebbero state riservate nel corso degli anni particolari attenzioni.

Secondo quanto ci è stato riferito – anche da fonti interne alla scuola – la classe in questione sarebbe una prima della Faustini che nell’anno scolastico appena concluso era collocata all’Alberoni e che a settembre diventerà seconda. Con la nuova organizzazione avrebbe dovuto confluire nell’IC 2 (quello che in futuro avrà come sede di riferimento l’ex Laboratorio Pontieri e che per ora resterà all’Alberoni). A settembre, invece, questa seconda verrebbe dunque spostata nell’IC 1, presso la Faustini. Non essendoci però nel plesso Mazzini/Faustini aule libere, una nuova prima verrebbe collocata all’Alberoni. Un vero e proprio domino. La prima e la terza della medesima sezione invece resterebbero all’Alberoni.

Il condizionale è d’obbligo perché, al momento, non sono reperibili atti pubblici che formalizzino lo spostamento. Ma l’indicazione circola con insistenza negli ambienti scolastici e finirebbe per accogliere le richieste di alcune famiglie che fino ad ora sembravano non aver trovato udienza a Palazzo Mercanti.

Una soluzione che, se confermata, potrebbe avere motivazioni tecniche e didattiche assolutamente ragionevoli, che però ad oggi non conosciamo.

Resta però da capire perché un principio che sembrava impossibile applicare in maniera generale sia diventato improvvisamente praticabile in questo caso e perché – come sembrerebbe – ad usufruirne sarebbe solo la seconda e non, ad esempio, la terza della medesima sezione. Può aver avuto un peso anche la diversa capacità delle famiglie di far sentire le proprie ragioni e di ottenere ascolto?

Come si ricorderà, le classi della Faustini ospitate all’Alberoni erano state nei mesi scorsi al centro di una delle proteste più accese contro gli effetti della riorganizzazione.

Con la nascita dei nuovi comprensivi, infatti, il destino delle classi e quello di molti dei loro insegnanti avrebbero preso strade differenti. Per una delle classi si era arrivati alla prospettiva di perdere nove professori su dieci. Le famiglie si erano mobilitate, erano seguiti incontri con l’Ufficio scolastico e richieste di intervento al Comune. Alla fine, però, le risposte non erano state uguali per tutti.

Per la futura classe seconda che, secondo quanto ci viene riferito, dovrebbe trasferirsi alla Faustini era stata individuata una soluzione capace di salvaguardare buona parte del corpo docente mentre per la ormai terza  classe i genitori avevano denunciato il rischio di perdere otto insegnanti su dieci. Oggi le carte verrebbero rimescolate.  Quando la protesta contro la nuova organizzazione era esplosa, come si diceva, la proposta avanzata da molte famiglie era stata molto semplice: lasciate seconde e terze dove sono e applicate il nuovo assetto alle classi che devono ancora iniziare il ciclo.

Le famiglie avevano pubblicamente chiesto perché ci fosse tanta fretta ed avevano contestato l’idea di spostare studenti che frequentavano già una scuola da uno o due anni. Anche il Pd piacentino aveva successivamente proposto una transizione graduale, facendo partire la nuova organizzazione dalle prime. Non se ne fece però nulla, fino a questa presunta novità.

Come mai ciò che oggi sembra possibile per una classe non poteva diventare, mesi fa, il criterio con cui gestire anche le altre situazioni? Allo stesso modo sarebbe interessante, per trasparenza, sapere chi abbia deciso lo spostamento, sulla base di quali esigenze e con quali criteri sia stata scelta proprio quella classe.

Perché, alla fine, resta quella frase pronunciata mesi fa proprio dai genitori dell’altra classe dell’Alberoni e che oggi suona quasi profetica: «Non tutte le classi sono uguali, alcune sono più uguali di altre».

Carlandrea Triscornia
Carlandrea Triscornia
Giornalista professionista si è laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha inoltre ottenuto il Diploma in Legal Studies presso la Cardiff Law School - Università del Galles (UK). Ha iniziato la sua carriera come collaboratore del quotidiano di Piacenza Libertà. Dopo un corso di giornalismo radiotelevisivo ha svolto uno stage presso l’emittente Telereggio divenendone prima collaboratore e poi redattore. Successivamente ha accettato l’incarico di direttore generale e direttore editoriale di Telecittà emittente regionale ligure, dove ha lavorato per tre anni. E’stato quindi chiamato dalla genovese Videopiù ad assumere il ruolo di responsabile delle sedi regionali di SkyTG24 affidate in outsourcing alla stessa società. Trascorsi cinque anni è rientrato nella nativa Piacenza avviando una attività imprenditoriale che lo vede tuttora impegnato. Ha fondato PiacenzaOnline, quotidiano di Piacenza di cui è direttore responsabile. Ha collaborato con l’Espresso e con Avvenire oltre che con Telemontecarlo - TMC News come corrispondente dall’Emilia ed ha lavorato come redattore presso Dodici-Teleducato Parma. Appassionato di Internet e di nuove tecnologie parla correntemente inglese. Sposato, ha due figli.
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