Se si dovesse usare un po’ di ironia sulla situazione del nuovo Istituto comprensivo 6 di Piacenza ci si potrebbe rifare a Peter Pan con “Il Preside che non c’è” e i “Professori Sperduti”. Nel film della scuola piacentina, a differenza di quello Disney, manca sfortunatamente la bacchetta magica di Trilli in grado di risolvere la situazione e così a dodici giorni dal 1° settembre il nuovo Istituto esiste solo sulla carta: è dotato di un codice meccanografico, comprende sei plessi e centinaia di studenti e insegnanti ma non ha un dirigente scolastico titolare e una propria segreteria pienamente funzionante.
Che nessun preside avesse “adottato” l’IC6 era notizia che circolava da tempo, in via ufficiosa, ed ha trovato conferma oggi, 19 agosto. L’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna ha pubblicato l’elenco delle sedi disponibili per le reggenze nell’anno scolastico 2026/2027. Al numero 43 compare il codice PCIC82500B: Istituto comprensivo 6 – Piacenza.
Ora i dirigenti scolastici interessati ad assumere una reggenza avranno tempo sino alle 23.59 del 23 agosto per manifestare la propria disponibilità. Gli esiti della procedura saranno resi noti il 27 agosto e la firma del contratto dovrebbe avvenire il 31 agosto, un giorno prima del rientro a scuola degli insegnanti e del personale ATA e una quindicina di giorni prima dell’inizio delle lezioni.
Il caso dell’IC 6 non è, tra l’altro, l’unico a mostrare qualche crepa nella complessa macchina della riorganizzazione. L’IC 2 inizierà la propria vita con le scuole medie distribuite tra più sedi, in attesa che nel 2027 sia disponibile l’ex Laboratorio Pontieri; all’ex Manifattura Tabacchi, destinata all’IC 7, si lavora invece per arrivare pronti alla prima campanella di settembre. Situazioni diverse che fanno affiorare una domanda inevitabile: era davvero necessario far partire tutto quest’anno o dodici mesi in più avrebbero consentito di affrontare il passaggio in condizioni migliori?
Una scuola nuova affidata a un reggente
È però proprio l’IC 6 a offrire uno dei paradossi più evidenti della rivoluzione voluta dalla giunta Tarasconi, che dal 1° settembre ridisegnerà la geografia delle scuole piacentine con la nascita degli otto istituti comprensivi.
Una delle autonomie che devono costruire da zero il proprio equilibrio, mettendo insieme plessi, personale, organizzazioni e storie differenti, partirà senza un dirigente titolare. A guidarla sarà un reggente: un preside che avrà già la responsabilità di un’altra istituzione scolastica e che dovrà quindi dividere tempo, presenza e responsabilità tra due realtà.
Una soluzione del tutto legittima e tutt’altro che inconsueta nel mondo della scuola. Ma che appare quantomeno singolare quando riguarda un istituto che non deve semplicemente proseguire un percorso già avviato ma deve ancora cominciarlo.
L’IC6 avrebbe meritato particolare attenzione
Nell’IC 6 confluiranno la media Carducci (fino ad oggi unita alla Dante), le primarie Due Giugno e Carella e le scuole dell’infanzia Due Giugno, Carella e Ottolenghi. Scuole che operano in aree della città caratterizzate anche da una significativa complessità sociale e da una forte presenza di alunni di origine straniera, dove inclusione, mediazione culturale, rapporto con le famiglie e contrasto alla dispersione assumono un peso particolare. Non è una debolezza di queste scuole, semmai, è una ragione in più per considerarle risorse strategiche per costruire la città del futuro.
Proprio per questo, nella delicata fase di avvio del nuovo comprensivo, sarebbero state ancora più importanti la continuità educativa e organizzativa e una guida stabile e costantemente presente. Non un preside che, per la natura stessa della reggenza, sarà inevitabilmente “part-time”.
Questo elemento fa emergere una leggerezza non secondaria nella costruzione dell’intera operazione. Nel progettare una riorganizzazione così profonda, Comune e Ufficio Scolastico regionale avrebbero dovuto quantomeno mettere nel conto la possibilità che una delle nuove autonomie – per di più una delle più delicate – potesse arrivare al debutto senza un dirigente titolare. Le competenze sono naturalmente diverse: al Comune spettava il ridisegno della rete, all’amministrazione scolastica l’assegnazione dei dirigenti. Ma proprio per tale ragione il coordinamento avrebbe dovuto contemplare anche lo scenario peggiore: creare una scuola nuova e scoprire di non avere una guida a tempo pieno.
Il problema non è dunque soltanto chi sarà nominato reggente. È chiedersi come sia stato possibile arrivare a questo punto senza che un rischio tanto prevedibile fosse considerato un elemento decisivo nella scelta dei tempi della riorganizzazione.
Una segreteria da costruire
C’è poi un problema molto concreto. Sino al 31 agosto la Carducci appartiene alla Dante-Carducci e fa riferimento alla relativa struttura amministrativa. Dal giorno successivo le due scuole prenderanno strade diverse: la Dante confluirà nell’IC 5, la Carducci nell’IC 6.
Il nuovo istituto comprensivo dovrà quindi avere una propria segreteria. Gli uffici amministrativi, così come la presidenza, dovrebbero trovare sede proprio alla Carducci, con la necessità che gli spazi individuati siano effettivamente pronti e utilizzabili all’avvio dell’anno scolastico.
E una segreteria non nasce semplicemente spostando qualche scrivania. Significa organizzare personale e uffici, gestire fascicoli, contratti, alunni, contabilità, acquisti e rapporti con famiglie e docenti. A una manciata di giorni dal ritorno in servizio gli insegnanti non sanno a chi dovranno fare riferimento dal 1° settembre.
Docenti in ferie, ma c’è da traslocare anche il Drive
Poi c’è un ulteriore capitolo, quello del trasloco che non si vede. La riorganizzazione comporta anche il riassetto degli account istituzionali delle scuole che cambiano denominazione o appartenenza. Caselle di posta elettronica e soprattutto gli spazi Google Drive utilizzati negli anni per conservare documenti e materiale didattico devono essere messi in sicurezza e, quando necessario, trasferiti prima della dismissione dei vecchi account. Sarebbe stato sensato prevedere il travaso automatico dei dati da una scuola ad un’altra. Parliamo di moduli, materiali delle lezioni, documenti, compiti per le vacanze, schemi, insomma anni di lavoro. Invece nulla! Gli insegnanti ufficialmente in ferie devono provvedere singolarmente ed in totale autonomia a scaricare gigabyte di materiale e conservarlo sui loro PC perché non hanno ricevuto da nessuno le credenziali per accedere alle nuove email e ai nuovi spazi di archiviazione.
Ora si arriverà alla prova dei fatti
Della rivoluzione delle scuole piacentine si discute ormai da mesi. Ci si è confrontati sulla scelta di superare la divisione tra circoli didattici e scuole medie, sugli accorpamenti e sui nuovi confini. Ci sono state assemblee, proteste, lettere e prese di posizione. La contestazione è arrivata persino sui social, attraverso i meme con i quali insegnanti e famiglie hanno ironizzato sulle nuove aggregazioni. Adesso quella fase è finita. Gli istituti comprensivi sono una realtà e dal 1° settembre dovranno funzionare.
Per questo la discussione cambia natura. Non si tratta più di stabilire se si fosse favorevoli o contrari alla riorganizzazione, ma di verificare se una trasformazione così profonda sia stata preparata in modo da consentire alle nuove scuole di partire nelle condizioni migliori.
Il caso dell’IC 6 offre già qualche elemento su cui riflettere.


