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Assorbimento del superminimo ad Amazon Castel San Giovanni. Il Tribunale di Milano dà ragione a Fit-Cisl

Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso presentato da Fit-Cisl Piacenza contro Amazon, pronunciandosi il 26 gennaio in merito all’assorbimento del superminimo applicato dall’azienda ai lavoratori del polo logistico di Castel San Giovanni. È la prima sentenza che dichiara illegittima quella trattenuta, avvenuta a gennaio 2025 in concomitanza con il primo aumento previsto dal rinnovo del CCNL Logistica.

La vicenda ha origine nell’ottobre 2024, quando il sito di Castel San Giovanni è passato dal CCNL Commercio al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni attraverso un accordo di armonizzazione. Al momento dell’entrata in vigore del primo scatto salariale contrattuale, Amazon ha proceduto unilateralmente al riassorbimento di circa 45 euro mensili dal superminimo dei dipendenti di quello specifico polo. Una scelta che non ha riguardato altri magazzini della rete nazionale, dove l’azienda aveva fatto marcia indietro.

Dopo una prima fase di protesta con la proclamazione dello stato di agitazione, Fit-Cisl Piacenza ha optato per una strategia diversa. Valutando che il proseguimento degli scioperi avrebbe pesato sulle buste paga senza sbloccare la situazione, il sindacato ha ritirato lo stato di agitazione e ha promosso una causa pilota davanti al giudice del lavoro, con l’assistenza dell’avvocato Nicola Coccia.

La causa è stata portata avanti grazie anche alla disponibilità di un rappresentante della RSU Fit-Cisl di sito, che ha accettato di figurare tra i ricorrenti.

“Questa sentenza ci riempie di orgoglio e conferma la lungimiranza della nostra strategia” dichiara Salvatore Buono, Segretario Fit-Cisl Piacenza. “Di fronte a un muro, abbiamo scelto con senso di responsabilità di evitare un percorso di scioperi affidandoci alla competenza giuridica. Il coraggio della nostra RSU ha tracciato la via. Ora, forti di questa prima storica sentenza, siamo pronti al passo successivo, porteremo avanti tutte le vertenze legali che i lavoratori vorranno affidarci, intraprendendo ogni causa necessaria affinché a ciascuno venga restituito il maltolto”.

Anche Amazon Italia è intervenuta a commento della sentenza: “Prendiamo atto della decisione del giudice: siamo in attesa di conoscere le motivazioni alla base di questa decisione e valuteremo con attenzione la possibilità di presentare ricorso in appello”.

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