Oltre mille persone al Teatro Politeama, con platea e galleria quasi completamente occupate e una presenza significativa di giovani, molti dei quali poco più che ventenni. Roberto Vannacci, generale ed europarlamentare, presidente di Futuro Nazionale, ha richiamato un pubblico numeroso all’incontro organizzato domenica 8 novembre a Piacenza. Una partecipazione che conferma la capacità del movimento di mobilitare simpatizzanti e militanti.
Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto per l’arrivo di Vannacci, con un ampio dispiegamento di forze dell’ordine nei pressi del Teatro Politeama e nelle vie circostanti. L’incontro si è svolto regolarmente, senza disordini né contestazioni
L’appuntamento, intitolato «Piacenza incontra Vannacci – Parte da qui una nuova speranza», ha visto il generale protagonista di un’intervista condotta da Pietro Senaldi, condirettore del quotidiano Libero. In sala numerosi rappresentanti dei circoli territoriali di Futuro Nazionale, insieme a cittadini e simpatizzanti arrivati per ascoltare il leader del movimento.
Prima del generale sono intervenuti anche Gianluca Argellati, sindaco di Vigolzone e coordinatore provinciale di Futuro Nazionale, e Massimo Polledri, ex parlamentare della Lega e rappresentante dei comitati piacentini. Presenti anche Davide Bergamini, responsabile regionale del movimento, Antonio Maria Rinaldi, già europarlamentare e responsabile della Direzione Economica, e Giorgio Carta, responsabile nazionale per la sicurezza.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’imprenditore Roberto Pighi, già presidente del Piacenza Calcio, che ha sostenuto economicamente l’organizzazione dell’incontro.
Rispondendo alle domande dei giornalisti Vannacci ha parlato delle prossime amministrative che a Piacenza dovrebbero tenersi a giugno. “Futuro Nazionale c’è e ne ha dato la dimostrazione “, ha affermato il generale, che ha confermato come il movimento intenda essere presente anche nelle competizioni locali, senza però sciogliere il nodo delle candidature e delle possibili alleanze.
«Per quello che faremo alle amministrative ci stiamo pensando. Sicuramente Futuro Nazionale esprimerà quelli che sono gli uomini del territorio, però sulla strategia ci prendiamo ancora qualche tempo per vedere esattamente quale sarà quella più promettente e quella che assicurerà i migliori risultati. Però saremo attori sul territorio, su questo non ci sono dubbi, perché quello che noi vogliamo è il bene dell’Italia e degli italiani e vogliamo cambiare una tendenza che ci porta verso una crisi da ormai vent’anni.
Gli italiani oggi sono preoccupati per il carrello della spesa, sono preoccupati per il caro carburanti, sono preoccupati per una sanità che non funziona perché non ci sono le risorse, noi ci rendiamo conto che ormai da vent’anni qualsiasi governo sia stato alle redini di questo Paese non ha cambiato la situazione.
Rispetto a quattro anni fa oggi paghiamo il gasolio quasi un euro in più al litro, oggi paghiamo il pane quasi un euro in più al chilo, oggi abbiamo 400mila stranieri in più residenti in Italia, con un record di cittadinanze devolute agli stranieri di circa 630mila negli ultimi tre anni, e oggi abbiamo una pressione fiscale che è di due punti superiore a quella di quattro anni fa.
Quindi vuol dire che la direzione è sbagliata. Dobbiamo cambiare la direzione e per cambiare la direzione sono tre i provvedimenti essenziali che noi dobbiamo adottare.
Primo, far finire la guerra tra Russia e Ucraina. Seconda cosa che dobbiamo fare, dobbiamo cercare di arginare il problema dell’immigrazione, soprattutto quello irregolare, e dobbiamo far tornare a casa questo esercito di riserva industriale del padrone, che è quello che tiene bassi i salari e che fa il lavoro in quelle condizioni che gli italiani non vogliono più fare.
Terza cosa, dobbiamo uscire dalla più grande truffa che l’Occidente ha subito dal dopoguerra a oggi, quella del Green Deal, quella che ha desertificato il nostro ambiente industriale, imprenditoriale e produttivo e ci ha reso non competitivi a livello planetario.
Se noi non facciamo queste tre cose, noi possiamo fare qualsiasi altra cosa, non risolveremo il problema degli italiani».
Decisamente più orientato alle questioni locali l’intervento di Massimo Polledri, che, dal palco, ha affrontato il tema dell’immigrazione proponendo un’iniziativa referendaria per la città.
«Incominciamo a studiare un referendum per cui a Piacenza il numero è chiuso. Basta, basta, basta. Prendiamo quelli che ci sono con le regole, perché ci vogliono far credere che l’Islam è una passeggiata, ma l’Islam è una passeggiata sui carboni ardenti».
Parole che introducono nel dibattito politico piacentino la proposta di un limite all’accoglienza di nuovi immigrati. Un’ipotesi destinata a sollevare interrogativi anche sul piano giuridico, dal momento che la disciplina dell’immigrazione e dei permessi di soggiorno è di competenza statale e non può essere modificata attraverso un referendum comunale. Resta quindi da chiarire quale potrebbe essere concretamente l’oggetto della consultazione ipotizzata da Polledri.


