Più di 130 ospiti, oltre 60 appuntamenti distribuiti in quattro giorni e un tema che invita a riflettere sul cambiamento come esperienza di crescita personale e collettiva. Dal 24 al 27 settembre Piacenza ospiterà la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo, che quest’anno sarà dedicata a “Attraversiamo. Lasciare/Approdare”, filo conduttore di incontri, dialoghi, lezioni, laboratori e spettacoli diffusi in tredici luoghi della città.
Dopo il successo delle prime tre edizioni, il Festival rilancia con un programma ancora più ricco, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’autunno italiano e uno dei progetti strategici che accompagnano il percorso di Piacenza verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033. Promossa da Rete Cultura Piacenza, con il Comune di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano, la manifestazione è realizzata dalla Fondazione Teatri di Piacenza con la curatela di Alessandro Fusacchia e la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano (Tlon).
Tra gli ospiti annunciati figurano alcuni dei nomi più autorevoli del panorama culturale italiano e internazionale: Beppe Severgnini, Mario Calabresi, Serena Bortone, Francesco Costa, Dacia Maraini, Michela Marzano, Matteo Lancini, Luigi Lo Cascio, Levante, Vasco Brondi, Giobbe Covatta, Giorgio Diritti, Barbara Gallavotti, Franco Gabrielli, Alec Ross, Marcus du Sautoy e molti altri protagonisti del giornalismo, della filosofia, della scienza, della letteratura e dello spettacolo.
Il tema scelto per questa edizione parte dall’idea dell’attraversamento come esperienza che cambia le persone e le comunità. Attraversare significa lasciare qualcosa alle spalle e approdare a nuove consapevolezze, imparando a confrontarsi con la complessità del presente. Una riflessione che attraverserà tutti gli appuntamenti del Festival, con particolare attenzione alle giovani generazioni, chiamate oggi a misurarsi con trasformazioni tecnologiche, crisi globali e nuovi modelli di convivenza. Anche quest’anno sarà confermato il ricco programma educational rivolto alle scuole superiori, con laboratori e percorsi dedicati a studenti e docenti.
L’apertura ufficiale è fissata per giovedì 24 settembre alle 18.30 in piazza Cavalli con lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini. La sera la piazza ospiterà i tradizionali concerti filosofici con Levante e Vasco Brondi, mentre domenica 27 settembre sarà Marco Castello a chiudere la rassegna musicale. Nel corso delle quattro giornate saranno organizzati fino a cinque eventi contemporaneamente nelle diverse sedi del Festival.
Tra gli appuntamenti più attesi figura la consegna del Premio Internazionale “Pensare Contemporaneo”, che quest’anno sarà assegnato a Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia. Dopo il filosofo Byung-chul Han e lo scrittore Benjamín Labatut, premiati nelle precedenti edizioni, il riconoscimento va al creatore dell’enciclopedia libera online, considerato uno dei protagonisti della diffusione globale della conoscenza aperta e collaborativa. Wales riceverà il premio domenica 27 settembre a Palazzo Gotico, dove terrà anche uno speech dedicato al tema dell’edizione.
Novità del 2026 sarà anche l’approdo a Piacenza de IlPod – Italian Podcast Awards, il primo premio nazionale dedicato al mondo dei podcast. La cerimonia si svolgerà mercoledì 23 settembre, alla vigilia del Festival, insieme alla nascita della Piacenza Podcast Academy, percorso formativo che coinvolgerà giovani autori nella produzione di interviste, reportage e contenuti audio dedicati alla manifestazione.
Il sipario calerà domenica sera con il Gala di danza “Oltre il passo”, nel cortile di Palazzo Farnese, spettacolo che vedrà protagonisti alcuni ballerini del programma televisivo Amici. Nel frattempo è già partita anche la ricerca dei volontari che affiancheranno l’organizzazione nelle attività di accoglienza, assistenza agli ospiti e supporto logistico durante i quattro giorni del Festival.
Nel corso della presentazione ufficiale, la sindaca Katia Tarasconi ha definito il Festival «una tappa fondamentale» del percorso verso la candidatura di Piacenza a Capitale Europea della Cultura 2033. L’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni, intervenuta con un videomessaggio, ha sottolineato come la manifestazione sia ormai diventata un punto di riferimento per il dialogo culturale, mentre il curatore Alessandro Fusacchia ha descritto il Festival come «un approdo sicuro» in un tempo attraversato da profondi cambiamenti. Per i direttori filosofici Andrea Colamedici e Maura Gancitano, invece, attraversare rappresenta uno dei gesti più autenticamente umani, capace di trasformare chi lo compie e di creare nuove forme di comunità.
«Un luogo di confronto aperto sul presente»
Nel corso della presentazione, l’assessore regionale alla Cultura Gessica Allegni, intervenuto con un videomessaggio, ha definito il Festival «un appuntamento giovane ma con un’identità precisa», capace fin dalla prima edizione di portare nelle piazze momenti di riflessione e dialogo e di coinvolgere le nuove generazioni non come semplici spettatori, ma come protagonisti del confronto. In un tempo segnato da crisi e cambiamenti profondi, ha aggiunto, «poter contare su spazi di confronto e incontro è una necessità vera» e il Festival ha contribuito a fare di Piacenza «un punto di riferimento».
Per il sindaco Katia Tarasconi la manifestazione rappresenta «una tappa fondamentale nel percorso che Piacenza ha intrapreso verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033». Un progetto che, ha sottolineato, nasce dalla collaborazione tra istituzioni e partner pubblici e privati e che consente alla città di aprirsi «a una dimensione nazionale e internazionale sempre più ampia», scegliendo il confronto e l’ascolto come strumenti per affrontare la complessità del presente.
Il vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Mario Magnelli, ha evidenziato come il tema di quest’anno sia «un invito ad affrontare il cambiamento con curiosità, responsabilità e spirito critico». Attraversare, ha spiegato, significa mettersi in gioco, costruire connessioni e trasformare le sfide in opportunità di crescita, con un’attenzione particolare ai giovani e al loro futuro.
Sulla crescita della manifestazione si è soffermata anche la direttrice della Fondazione Teatri di Piacenza, Cristina Ferrari, secondo la quale il Festival ha ormai conquistato «un posto sempre più rilevante nel panorama culturale», trasformando ogni anno Piacenza «in un grande palcoscenico del pensiero», dove riflessione, musica e arti dialogano tra loro.
«In un mare sempre più agitato Piacenza, e il suo Festival, vuole restare un approdo sicuro», ha affermato il curatore Alessandro Fusacchia, spiegando che questa edizione invita il pubblico a ritagliarsi «un tempo e uno spazio per fare nuovi pensieri», senza lasciarsi travolgere dalla frenesia del presente.
Per i direttori filosofici Andrea Colamedici e Maura Gancitano, infine, il significato del tema è racchiuso nell’idea che «attraversare è la cosa più umana che ci sia»: ogni passaggio ci cambia e costruisce un “noi” fondato su curiosità, sincerità e coraggio.



