Innovazione, cultura d’impresa e intelligenza artificiale come leve decisive per lo sviluppo economico del territorio. Sono stati questi i temi al centro del forum “Fattore E: Emilia, un’impresa di talento”, promosso dalla Camera di commercio dell’Emilia in collaborazione con la Camera di commercio di Modena e la Regione Emilia-Romagna, che si è svolto alle Fiere di Parma alla presenza del premio Nobel per l’economia 2025 Joel Mokyr.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di commercio dell’Emilia Stefano Landi, che ha sottolineato il ruolo strategico dell’innovazione non soltanto per le imprese ma anche per la pubblica amministrazione e gli enti economici.
«Stiamo sostenendo le imprese con ingenti investimenti destinati all’innovazione dei processi, ma anche la Camera di commercio dell’Emilia sta conducendo profondi processi di innovazione interna», ha spiegato Landi.
Il presidente dell’ente camerale ha quindi illustrato due progetti in fase di sviluppo basati sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale: uno finalizzato a velocizzare l’istruttoria e l’erogazione dei contributi alle aziende, l’altro dedicato all’analisi dei dati economici e produttivi per anticipare l’evoluzione dei mercati, dei consumi e delle professionalità richieste dalle imprese.
Durante il forum è emersa con forza anche la centralità della manifattura emiliana. Landi ha richiamato alcuni comparti simbolo come meccatronica, agroalimentare e logistica, mentre il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale ha definito quella emiliana «la manifattura più importante d’Italia e d’Europa».
«In nessun luogo al mondo si riesce, come qui, a mettere sul mercato prodotti impensabili e non realizzabili altrove», ha affermato De Pascale, evidenziando però anche le difficoltà legate ai costi energetici e a politiche europee considerate non sempre favorevoli al sistema produttivo.
Secondo il presidente della Regione, la sfida passa dalla capacità di trattenere competenze e favorire investimenti innovativi: «Quel che possiamo fare è far crescere una nuova cultura dell’investimento a rischio, dotandoci di strumenti che consentano di trattenere talenti e di rischiare con loro sullo sviluppo futuro».
Molto atteso l’intervento del premio Nobel Joel Mokyr, economista e storico dell’innovazione, che ha posto l’accento sul legame tra cultura, conoscenza e crescita economica.
Per Mokyr lo sviluppo nasce dalla capacità di comprendere i fenomeni nella loro complessità, attraverso una connessione profonda tra scienza e progresso tecnologico. Un concetto che supera la semplice lettura dei dati economici tradizionali.
«Lo sviluppo non si misura solo con i dati puntuali sugli andamenti delle economie, ma considerando tutto il patrimonio di prodotti, servizi e innovazioni che stanno maturando all’interno dei sistemi produttivi», ha spiegato.
Dal Nobel è arrivato anche un messaggio rivolto ai numerosi studenti presenti in sala. Mokyr ha invitato i giovani ad affrontare senza timore le trasformazioni introdotte dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale.
«I processi di innovazione che determinano sviluppo cambiano il lavoro, cancellano professioni ma ne introducono altre; vivrete repentine e continue trasformazioni, ma è aprendovi alla comprensione di questi fenomeni e formandovi continuamente su competenze trasversali che potrete realizzare i vostri progetti e concorrere allo sviluppo da protagonisti».
Al forum sono intervenuti anche il presidente della Camera di commercio di Modena Giuseppe Molinari, l’architetto spaziale Valentina Sumini, Visiting Professor al Politecnico di Torino e Research Affiliate al MIT Media Lab, e il vicepresidente del Gruppo Chiesi Alessandro Chiesi.
A chiudere l’iniziativa la performance artistico-musicale della Toscanini Academy-Sax Quintet, introdotta dal responsabile della Toscanini Corporate Academy Gianluigi Giacomoni.




