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MCM, i sindacati chiedono un nuovo tavolo regionale: «A quasi cinque mesi dall’acquisizione la situazione resta bloccata»

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil: «Difficoltà finanziarie e accesso al credito continuano a frenare l’attività. Servono risposte chiare sul piano industriale e sulle prospettive occupazionali»

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno chiesto e ottenuto alla Regione Emilia-Romagna (assessorato al Lavoro, assessore Giovanni Paglia) la convocazione, per il prossimo 8 luglio, di un nuovo Tavolo di salvaguardia sulla situazione di MCM, analogo a quello attivato durante la precedente fase della crisi aziendale.

Il passaggio di proprietà è stato formalmente completato: MCM Spa è stata trasferita a MCM Manufacturing Technologies Srl, società controllata dalla holding Genfin, che detiene anche la torinese Vigel Spa. L’operazione aveva concluso il percorso di composizione negoziata avviato dalla precedente proprietà e aveva consentito di salvaguardare l’attività e l’occupazione nei siti piacentini di Vigolzone e Roveleto di Cadeo.

A quasi cinque mesi dall’acquisizione, tuttavia, la situazione rimane sostanzialmente bloccata e permangono tutte le ragioni di preoccupazione che avevano caratterizzato la crisi di MCM.

In particolare, non risultano ancora superati i problemi finanziari e le difficoltà di accesso al credito che continuano a comprimere e a strozzare l’attività aziendale, impedendo una piena ripartenza produttiva.

«Il cambio di proprietà aveva aperto una prospettiva positiva, ma oggi servono fatti concreti – dichiarano Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil –. È necessario conoscere le risorse effettivamente disponibili, le condizioni per il ripristino della piena operatività, gli investimenti previsti e le linee del piano industriale. Non possiamo limitarci ad attendere mentre le difficoltà finanziarie continuano a pesare sul futuro dell’azienda».

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto che siano nuovamente riunite la proprietà, la direzione aziendale, le istituzioni e tutti i soggetti che hanno seguito la vertenza. Il Tavolo regionale di salvaguardia era stato determinante nella precedente fase della crisi, accompagnando il percorso che aveva portato alla ricerca di un nuovo investitore e alla cessione dell’azienda.

«Occorre fare piena chiarezza sulle prospettive industriali e finanziarie di MCM. Parliamo di un’importante realtà manifatturiera, di competenze professionali di alto livello e del futuro di centinaia di famiglie. Non permetteremo che l’assenza di credito o di adeguati strumenti finanziari metta nuovamente a rischio il patrimonio industriale e occupazionale rappresentato da MCM».

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil manterranno la massima attenzione sull’evoluzione della situazione e valuteranno, insieme alle rappresentanze sindacali e ai lavoratori, tutte le iniziative necessarie per tutelare l’occupazione, i redditi e la continuità produttiva degli stabilimenti piacentini.

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