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Mercalli: «Il pianeta ha la febbre, il caldo uccide». Focus sulle polizze catastrofali per le imprese

Al PalabancaEventi il convegno promosso da Banca di Piacenza e Net Insurance. Il climatologo: «Il riscaldamento globale è appena iniziato». Esperti a confronto anche sul nuovo obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali

L’emergenza climatica e i nuovi strumenti per proteggere imprese e territorio sono stati al centro del convegno “Territorio e comunità da proteggere – Scenari, rischi e soluzioni”, promosso da Banca di Piacenza in collaborazione con Net Insurance e ospitato al PalabancaEventi.

Ospite principale dell’incontro è stato il climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, che ha lanciato un messaggio netto: «Oggi il clima è cambiato perché lo abbiamo intossicato noi. Il pianeta ha la febbre e il riscaldamento globale è appena iniziato. L’umanità sta facendo troppo poco per fermare l’aumento della temperatura terrestre. Il problema è che il caldo uccide e quello che stiamo vivendo in questi giorni lo dimostra».

Ad aprire i lavori è stato il vicedirettore generale della Banca di Piacenza, Pietro Boselli, che ha ringraziato i relatori e sottolineato l’importanza di affrontare il tema delle polizze catastrofali obbligatorie, ricordando anche l’impegno dell’istituto sul territorio «mantenendo aperte le filiali e il servizio di cassa presidiato da persone».

Mercalli ha illustrato come gli eventi meteorologici estremi siano sempre più frequenti e intensi a causa del riscaldamento globale. «Con il clima abbiamo scherzato col fuoco per quarant’anni – ha osservato – e oggi ne vediamo le conseguenze con un’alternanza di siccità e alluvioni, i cosiddetti colpi di frusta meteorologici».

Secondo il climatologo, la priorità resta la riduzione delle emissioni di anidride carbonica attraverso l’applicazione dell’Accordo di Parigi, ma con un impegno condiviso da tutte le grandi potenze, compresi Cina e Stati Uniti.

Mercalli ha inoltre ricordato che il triennio 2023-2025 è già il più caldo mai registrato, con il 2024 al primo posto, seguito dal 2023 e dal 2025, ma ha avvertito che il 2026 potrebbe stabilire un nuovo record. Tra gli effetti del riscaldamento globale ha citato l’aumento della capacità dell’atmosfera di trattenere vapore acqueo: per ogni grado in più, l’aria può contenere circa il 7% di umidità aggiuntiva, favorendo precipitazioni sempre più intense.

Guardando al futuro, il presidente della Società Meteorologica Italiana ha richiamato la necessità di investire nell’adattamento ai cambiamenti climatici. Lo scioglimento dei ghiacciai, ha spiegato, farà crescere il livello dei mari rendendo indispensabile proteggere aree come Venezia e il Delta del Po. Ha poi ricordato le quattro alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’ultimo anno e mezzo e le circa 80 mila frane censite nella regione. «Dei nove processi fondamentali per la sopravvivenza del pianeta – ha concluso – sette sono già compromessi. Forse è arrivato il momento di fare davvero i compiti a casa».

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata al nuovo obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali per le imprese. La professoressa Albina Candian, ordinaria di Diritto privato comparato all’Università degli Studi di Milano, ha illustrato le caratteristiche della normativa che impone alle aziende, escluse quelle agricole, di stipulare una polizza contro eventi quali terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni.

L’obiettivo della misura, ha spiegato, è rafforzare la resilienza del sistema produttivo e ridurre il peso economico degli interventi pubblici. Lo Stato svolge il ruolo di regolatore e, attraverso Sace, di riassicuratore, mentre le compagnie assicurative hanno l’obbligo di offrire queste coperture. La polizza non comprende automaticamente i danni derivanti dall’interruzione dell’attività produttiva, garanzia che può comunque essere richiesta separatamente.

Candian ha infine ricordato le conseguenze per le imprese che non si adegueranno: possibile esclusione da alcune agevolazioni pubbliche, maggiori difficoltà nell’accesso al credito e limitazioni nella partecipazione alle gare pubbliche.

Sul fronte della protezione civile, Cristian Ferrarini, dirigente della Regione Emilia-Romagna responsabile della Sicurezza territoriale per Piacenza e della Protezione civile per le province di Piacenza e Parma, ha illustrato come il rischio sia oggi cresciuto perché aumenta la vulnerabilità del territorio. Ha ricordato che quasi la metà della superficie regionale presenta un rischio medio di esondazione dei corsi d’acqua, mentre negli ultimi dieci anni in Emilia-Romagna si sono registrati 188 eventi calamitosi. Ferrarini ha inoltre richiamato le alluvioni che nel 2015 colpirono Ferriere, Farini, Ottone, Rivergaro e la stessa Piacenza.

Nel corso del convegno è intervenuto anche Mauro Lo Castro di Net Insurance, che ha evidenziato come la compagnia abbia investito fin dall’inizio nelle coperture contro i rischi catastrofali puntando su semplicità, trasparenza e rapidità nella liquidazione dei danni grazie all’impiego della tecnologia.

Le conclusioni sono state affidate a Maurizio Giancani, responsabile Bancassicurazione e distribuzione assicurativa della Banca di Piacenza.

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