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Museo di Storia naturale, scontro sui costi: altri 555mila euro

Trespidi «È la campagna di Russia». Le opposizioni contestano le nuove risorse destinate al trasferimento. Fiazza: «Non ci saranno ulteriori spese, apertura nella primavera del 2027»

Il futuro del Museo di Storia naturale accende lo scontro in Consiglio comunale. A far discutere sono soprattutto i costi del lungo trasferimento iniziato con l’uscita dall’ex Macello di via Scalabrini, proseguito con la sistemazione provvisoria di una parte delle collezioni a Palazzo Farnese e destinato a concludersi a Palazzo del Governatore, in piazza Cavalli.
Nell’ultima variazione di bilancio la giunta Tarasconi ha inserito ulteriori 555mila euro: 205mila destinati al trasloco e 350mila all’allestimento della nuova sede espositiva. Una somma che, secondo le opposizioni, si aggiunge agli 800mila euro già stanziati e porta il conto complessivo dell’operazione oltre 1,3 milioni.
«Il Museo di Storia naturale è come la campagna di Russia», ha ironizzato Massimo Trespidi, consigliere di Civica Barbieri-Liberi, sottolineando il progressivo aumento delle risorse necessarie per arrivare alla nuova sistemazione.
Il museo aveva dovuto lasciare la sede dell’ex Macello per consentire al Politecnico di Milano di utilizzare gli spazi per due nuovi corsi di laurea. Da allora una parte delle collezioni è stata trasferita a Palazzo Farnese, mentre numerosi reperti attendono ancora di trovare una collocazione definitiva.
Particolarmente duro l’intervento di Luca Zandonella della Lega. «Per il museo ci sono sorprese ogni mese, i costi sono così saliti oltre il milione di euro. Intanto la vecchia sede all’ex Macello, che andava sgomberata in fretta, è abbandonata da due anni e non è stato ancora eseguito alcun lavoro. Si sarebbero risparmiati molti soldi per la sede provvisoria. Questo museo è un pozzo senza fondo».
Luigi Rabuffi di Alternativa per Piacenza ha parlato invece di una «telenovela» particolarmente onerosa per le casse comunali. «Questi 555mila euro si aggiungono agli 800mila già stanziati. Saranno felici soltanto la Camera di commercio, proprietaria dell’immobile, che incassa gli affitti, e il Politecnico, che non ha ancora fatto partire i nuovi corsi di laurea».
Sulla stessa linea Jonathan Papamarenghi di Civica Barbieri-Liberi, che ha accusato l’amministrazione di avere perseguito una scelta senza riconsiderarla nonostante l’aumento dei costi. «Sul museo si vede la visione cocciuta della Giunta, che va contro un muro. Le spese si sono gonfiate enormemente».
Alle critiche ha replicato l’assessore alla cultura Christian Fiazza, intervenuto per ricostruire la composizione delle somme stanziate e difendere la scelta di Palazzo del Governatore.
«Telenovela? Tela di Penelope? Ricordo che gli 800mila euro che abbiamo stanziato coprono anche l’affitto annuale per sei anni e 540mila euro vengono scomputati dai lavori che eseguiremo. Quindi, in sostanza, paghiamo 25mila euro di affitto all’anno».
Fiazza ha inoltre ricordato come non fosse possibile collocare l’intero museo a Palazzo Farnese o in altri immobili comunali. «A Palazzo Farnese non ci stava e neanche in altri uffici comunali. Palazzo del Governatore non è nostro, ma si trova in piazza Cavalli e non veniva utilizzato».
Secondo l’assessore, il nuovo stanziamento dovrebbe completare il quadro economico dell’intervento. «Non ci saranno altre spese da qui in avanti. Entro la primavera del 2027 apriremo il museo nella sua sede definitiva».
Una puntualizzazione è arrivata anche dall’assessore al bilancio Gianluca Ceccarelli, che ha risposto alle contestazioni relative al mancato avvio dei lavori nell’ex Macello. «Era necessario dare subito l’immobile nella disponibilità del Politecnico, che ha avviato le sue procedure progettuali e di gara per i lavori».
La promessa della Giunta è dunque quella di arrivare all’inaugurazione nella prima parte del 2027, trasformando Palazzo del Governatore nella sede definitiva del Museo di Storia naturale. Le opposizioni, tuttavia, continuano a contestare una vicenda durata diversi anni e caratterizzata da trasferimenti, sistemazioni provvisorie e stanziamenti successivi, chiedendo chiarezza sul costo finale dell’intera operazione.

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