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Nuova veste per la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi: riaprono tutte le sale dopo il restauro

L’intervento ha riguardato oltre 1.000 metri quadrati e tutte le 22 sale della struttura. Per celebrare la riapertura, la Galleria sarà a ingresso gratuito da martedì 28 aprile a domenica 3 maggio 2026

Da domani, martedì 28 aprile 2026, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza inaugura una nuova fase della propria storia, con la riapertura completa degli spazi espositivi dopo il progetto di riqualificazione e riallestimento che ha interessato l’intero complesso museale.

L’intervento, avviato nella primavera 2025, ha coinvolto oltre 1.000 metri quadrati e tutte le 22 sale della struttura, con l’obiettivo di ripristinare le caratteristiche architettoniche originarie degli ambienti e valorizzare il dialogo tra l’edificio progettato da Giulio Ulisse Arata e la collezione di Giuseppe Ricci Oddi, inaugurata come museo nel 1931.

Il progetto è stato curato dallo studio Lissoni & Partners, con Piero Lissoni insieme ad Antonella De Martino e Gianni Fiore, e si inserisce in un percorso di recupero che punta a restituire coerenza agli spazi espositivi attraverso un linguaggio essenziale, capace di mettere in risalto le opere della collezione.

Per celebrare la riapertura, la Galleria sarà a ingresso gratuito da martedì 28 aprile a domenica 3 maggio 2026 (compreso venerdì 1° maggio), secondo i consueti orari. L’iniziativa, dal titolo “Un nuovo inizio da condividere con tutta la città”, si svolgerà nella sede di via San Siro 13 e rappresenta un’occasione aperta a tutta la cittadinanza per riscoprire gli spazi rinnovati del museo.

«Questo intervento segna un passaggio importante per la Galleria e per la città» ha dichiarato la sindaca Katia Tarasconi, sottolineando come il progetto rappresenti «un investimento sulla cultura come motore di identità e crescita».

Il presidente della Fondazione Ricci Oddi, Massimo Toscani, ha evidenziato il ruolo dei sostenitori privati che hanno reso possibile l’intervento, definendo la Galleria «un luogo oggi più aperto, inclusivo e dinamico».

Per la direttrice Lucia Pini, il riallestimento consente di restituire pienamente il rapporto tra contenitore e collezione: «La Galleria accoglie ora il pubblico in ambienti coerenti con la visione del fondatore e con una nuova capacità di lettura delle opere».

Piero Lissoni ha sintetizzato così l’intervento: «Ho cercato di riportare l’edificio alla sua essenza originaria, senza aggiungere nulla che non fosse necessario».

Il restauro ha interessato superfici, pavimentazioni, infissi, sistemi espositivi e apparati informativi, con l’introduzione di soluzioni tecniche integrate e un nuovo sistema di comunicazione museale. È stato inoltre realizzato un aggiornamento del percorso di visita con audioguide in italiano e inglese.

Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno di ventiquattro soggetti tra aziende, associazioni e privati del territorio, con il coordinamento scientifico della direzione della Galleria e la supervisione della Soprintendenza.

La Galleria Ricci Oddi, nata dalla collezione privata di Giuseppe Ricci Oddi e inaugurata nel 1931, conserva oggi oltre 1.100 opere, con un nucleo espositivo permanente di circa 250 lavori che coprono l’arco tra Ottocento e Novecento, con presenze di rilievo come Gustav Klimt, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso e Felice Casorati.

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