HomeAmbienteParco eolico Ferriere (Pc). La Regione pronta a esprimere parere negativo

Parco eolico Ferriere (Pc). La Regione pronta a esprimere parere negativo

La Regione Emilia-Romagna è pronta a dare un parere negativo sul progetto del parco eolico Ferriere, sul monte Crociglia, promosso da una società privata. L’assessore all’Ambiente, Irene Priolo, ha chiarito che l’ente è favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma solo se accompagnato da una pianificazione attenta e condivisa con i territori. “Non è il caso di Ferriere – ha aggiunto – dove sono già emerse forti criticità”.

Oggi si è svolto un incontro tecnico istruttorio con gli enti locali coinvolti. Lo scorso 23 gennaio i documenti relativi al progetto erano stati trasmessi ai Comuni di Ferriere (Piacenza) e Santo Stefano d’Aveto (Genova), con un termine di trenta giorni per la presentazione delle osservazioni.

Secondo la Regione, il parco eolico interferirebbe con aree tutelate dal Piano territoriale paesaggistico regionale e con crinali significativi, oltre che con zone di particolare interesse paesaggistico e ambientale, e con il sistema forestale e boschivo. Gli aerogeneratori previsti si troverebbero a circa 1.500 metri di altitudine, sopra il limite massimo di 1.200 metri stabilito dal piano paesistico. Inoltre, l’impianto andrebbe a impattare su beni tutelati dal Codice dei beni culturali e paesaggistici, tra cui usi civici e altri beni di interesse pubblico.

La Regione segnala anche criticità sullo studio anemologico, basato su dati obsoleti e rilevati in un sito distante dall’area di impianto, e sottolinea l’assenza di dettagli progettuali sugli interventi sul territorio, come la viabilità di accesso e gli approfondimenti geologici, geomorfologici e geotecnici. Mancano infine dati sul monitoraggio della fauna avicola nei siti Rete Natura 2000 entro cinque chilometri dall’impianto, rendendo impossibile valutare gli effetti ambientali complessivi.

“L’impianto di Ferriere è sottoposto a Valutazione di impatto ambientale di competenza ministeriale, sarà quindi il Ministero dell’Ambiente a prendere le decisioni finali – ha concluso Priolo – ma la Regione farà fino in fondo la propria parte, nonostante l’ultima normativa abbia ridotto gli strumenti a nostra disposizione”.

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