HomeAttualitàGiornata della Memoria per le vittime dell’Arandora Star

Giornata della Memoria per le vittime dell’Arandora Star

L'affondamento della nave, il 2 luglio 1940, causò 800 morti su oltre 1.500 persone a bordo. Il tributo più alto lo pagò la comunità di Bardi, con 48 vittime. Venti i morti originari di Piacenza

La terza commissione Affari Esteri del Senato ha concluso l’esame della proposta di legge che istituisce la giornata nazionale in memoria dei 446 italiani, internati di guerra, morti nell’affondamento della nave Arandora Star il 2 luglio 1940. Il testo passerà ora all’aula di Palazzo Madama.

La celebrazione è prevista per l’11 ottobre di ogni anno e le istituzioni scolastiche saranno invitate a promuovere iniziative didattiche, convegni e momenti di riflessione dedicati ai nostri concittadini periti nel naufragio.

Si tratta di una vicenda storica che coinvolge direttamente il Parmense e il Piacentino: la nave inglese trasportava deportati italiani, molti dei quali originari della Val Taro, della Val Ceno e dell’Appennino piacentino. Colpita da un siluro lanciato da un sommergibile tedesco, l’Arandora Star affondò causando 800 morti su oltre 1.500 persone a bordo. Il tributo più alto lo pagò la comunità di Bardi, con 48 vittime, mentre furono 20 i piacentini a morire (Carlo Albertelli, Pietro Bellini, Pietro Bragoli, Giuseppe Casali, Pietro Cavaciutti, Luigi Sartori nati a Morfasso,  Antonio Castelli, Giuseppe Taffurelli e Luigi Ferrari originario di Bettola, Riccardo Affaticati di Caorso, Carlo Ferdenzi, Giovanni Ferri, Giovanni Ferdenzi (nato nel 1879) e Giovanni Ferdenzi (nato nel 1884) e Federico Solari di Vernasca, Carlo Prati di Lugagnano, Carlo Bersani di Sarmato, Lodovico Previdi di Gropparello Luigi Marenghi e Lorenzo Notafalchi di Piacenza.

L’ Arandora Star era partita dal porto di Liverpool ed era diretta in Canada dove i nostri connazionali dovevano essere rinchiusi in un campo di detenzione. I prigionieri erano colpevoli solo di essere cittadini di nazioni nemiche capitati sul suolo inglese nel momento della dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna. Intercettata due giorni dopo la partenza, procedeva a luci spente e senza insegne umanitarie, i tedeschi la identificarono come nave nemica e l’affondarono.

La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza saluta positivamente questa iniziativa che riguarda direttamente il nostro territorio, porta a riflettere sugli orrori della guerra e porta ad approfondire fatti storici le cui ferite sono ancora vive.

 

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