Il comunicato stampa diffuso ieri da Iren con la speranza di chiarire l’argomento e mettere fine alle tante polemiche nate dall’invio delle bollette dei rifiuti sembra invece aver avuto l’effetto di “soffiare sul fuoco” della polemica politica.
Oggi arrivano gli interventi del consigliere dei Liberali Piacentini Filiberto Putzu e della consigliera comunale Sara Soresi, entrambi molto critici nei confronti della comunicazione adottata da Comune e gestore.
Filiberto Putzu parla apertamente di una «vittoria di Pirro» da parte di Iren.
«Arriva la prima bolletta di Iren con la nuova tariffazione puntuale – scrive Putzu –. Nelle voci in bolletta risultano le famose svuotature calibrate in base ai membri del nucleo famigliare. I messaggi divulgati da Iren avevano fatto intendere che ci fosse un numero di svuotature coi famosi bidoncini grigi “compresi” in bolletta, e molti lo hanno inteso come fossero gratuiti con il pagamento solo delle svuotature eccedenti».
Secondo Putzu, proprio questa interpretazione avrebbe però portato molti cittadini a ridurre fortemente le esposizioni del bidoncino grigio: «avendo interpretato in tanti che meno bidoncini si sarebbero esposti meno si sarebbe pagato, si e’ applicata in maniera piu attenta la raccolta differenziata, come “parsimoniosa” e’ stata l’esposizione dei bidoncini. Ed ecco il trionfante comunicato di Iren : “L’esperienza concreta sta evidenziando che molti nuclei familiari utilizzano un numero di vuotature inferiore rispetto a quello previsto. Questo conferma che il sistema è strutturato per coprire le esigenze ordinarie delle famiglie- Vittoria probabilmente “di Pirro”, frutto e conseguenza certamente della interpretazione (ottimistica) di molti cittadini. Vedremo d’ora in poi».
Il consigliere sottolinea poi come, almeno nel suo caso personale, i costi non siano diminuiti: «Nel maggio scorso la mia bolletta era di 167 euro, oggi di 169,90 euro. Pressocché uguale? No, un aumento del 2%». E conclude chiedendo al Comune un maggiore controllo sul servizio: «Dato che gli addetti Iren sembrerebbero meno impegnati nella raccolta dei bidoncini, è necessario che il Comune pretenda a compensazione la raccolta dei sacchetti abbandonati in giro per la città e dei cestini rifiuti sempre straripanti nelle aree pubbliche. La città pulita è tra gli obblighi del gestore».
Durissimo anche l’intervento della consigliera comunale Sara Soresi, che accusa apertamente Comune e Iren di aver generato una comunicazione ambigua sul nuovo sistema.
«Dopo aver letto il comunicato di Iren – scrive – e concordato con il Comune di Piacenza che all’evidenza ha scelto di non esporsi in prima battuta, non posso che constatare come i cittadini siano stati presi in giro non una, ma due volte».
Secondo Soresi, il primo problema riguarda le promesse iniziali legate al risparmio economico: «Nel 2024 questo nuovo sistema veniva presentato come un’importante occasione di risparmio per le famiglie, salvo poi cambiare progressivamente narrativa man mano che ci si avvicinava all’attuazione concreta del servizio, spostando l’attenzione non più sul risparmio quanto sulla tutela ambientale».
Obiettivi che, secondo la consigliera, non sarebbero stati raggiunti: «L’importo delle fatture non si è ridotto ma è restato invariato e, in molti casi, è aumentato. Dal punto di vista ambientale è sotto agli occhi il netto peggioramento delle condizioni della città: Piacenza oggi appare oggettivamente più sporca».
La seconda contestazione riguarda invece proprio il tema delle “vuotature minime”: «Inizialmente presentate come una sorta di bonus compreso nel servizio base, oggi le bollette raccontano una realtà diversa. Vi è una voce dedicata alla quota variabile ove sono conteggiate le vuotature minime, addebitate anche se non effettuate».
Soresi evidenzia inoltre una contraddizione politica: «Nel febbraio di quest’anno l’Amministrazione rivendicava come un grande risultato il fatto che il sindaco Tarasconi avesse ottenuto da Iren un aumento delle vuotature minime disponibili. Peccato però che oggi sia la stessa Iren a chiarire che quelle vuotature vengono comunque pagate dai cittadini anche se non utilizzate».
La consigliera conclude parlando di «promesse disattese, comunicazione opaca e costi invariati se non aumentati», con «un aggravio di incombenze per i cittadini» e «un peggioramento evidente del decoro urbano».




