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Caro carburanti, Confcommercio: «Positivo il taglio sul gasolio, ma occorre una prospettiva più lunga

Il Consiglio dei ministri ha approvato una riduzione di 17 centesimi al litro fino al 6 agosto. Chiappa: «I rincari pesano su famiglie e imprese». Pancotti: «Intervento utile, ma troppo breve per dare stabilità»

Una riduzione di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio, valida fino al 6 agosto. È la misura approvata, l’altro ieri, dal Consiglio dei ministri per contenere il caro carburanti, con uno stanziamento complessivo di 125 milioni di euro.
Il provvedimento, che comprende la riduzione dell’accisa e il conseguente effetto sull’Iva, interviene esclusivamente sul diesel, il carburante che nelle ultime settimane ha registrato gli aumenti più consistenti. Nessuna riduzione è stata invece prevista per la benzina.
Il governo tornerà a esaminare la situazione il 4 agosto, valutando l’andamento delle quotazioni internazionali e dei prezzi alla pompa per decidere eventuali misure successive alla scadenza del 6 agosto. Il decreto proroga inoltre gli interventi a favore dell’autotrasporto e prevede un credito d’imposta destinato al settore agricolo.
«Il taglio deciso dal governo rappresenta un primo segnale, soprattutto perché interviene sul gasolio, che ha raggiunto livelli particolarmente elevati e incide direttamente sui costi di trasporto e distribuzione – osserva Raffaele Chiappa, presidente di Confcommercio Piacenza –. La durata estremamente limitata del provvedimento, tuttavia, non consente ancora alle imprese e alle famiglie di avere certezze sull’evoluzione della spesa nelle prossime settimane».
L’aumento dei carburanti, sottolinea Confcommercio, non riguarda infatti soltanto chi utilizza quotidianamente l’automobile, ma produce effetti sull’intera economia.
«Il costo del gasolio si riflette sulle consegne, sugli approvvigionamenti, sulla mobilità dei lavoratori e sulla distribuzione delle merci – prosegue Chiappa –. Per un territorio come quello piacentino, caratterizzato da una forte componente logistica e da numerose attività situate nelle aree collinari e montane, il problema è ancora più evidente. Il rischio è che i maggiori costi si trasferiscano lungo tutta la filiera, comprimendo i margini delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie».
Confcommercio Piacenza valuta quindi positivamente la rapidità dell’intervento, ma chiede che il monitoraggio annunciato dal governo conduca, se la situazione internazionale e i prezzi lo renderanno necessario, a misure più strutturate.
«Dieci giorni possono attenuare l’impatto immediato, ma non sono sufficienti per garantire stabilità – evidenzia Chiappa –. Le imprese hanno bisogno di poter programmare i costi, mentre una continua alternanza di riduzioni e ripristini delle accise genera incertezza. Sarà fondamentale capire cosa verrà deciso dopo il 6 agosto».
Anche Antonio Pancotti di Figisc Confcommercio Piacenza giudica utile la riduzione, pur evidenziandone i limiti temporali.
«Uno sconto di 17 centesimi sul gasolio sarà chiaramente percepibile dagli automobilisti e dalle imprese, ma la durata del provvedimento è molto breve – spiega Pancotti –. Per i gestori è importante che le misure siano comunicate e applicate con regole precise, perché ogni variazione fiscale incide sulla gestione delle giacenze, sugli approvvigionamenti e sull’aggiornamento dei prezzi esposti».
Secondo l’analisi della segreteria nazionale Figisc-Anisa, dalla conclusione degli ultimi sconti, il 3 luglio, il prezzo del gasolio era aumentato di circa 27 centesimi al litro, mentre quello della benzina era cresciuto di circa 16 centesimi. Il maggiore gettito Iva maturato nello stesso periodo sarebbe stato sufficiente a compensare soltanto il 16-17 per cento degli aumenti, meno di un quinto del loro valore.
Il confronto europeo mostra che dall’inizio della crisi 14 Paesi dell’Unione su 27 sono intervenuti sulle accise, mentre 13 le hanno lasciate invariate. Le misure sono state molto diverse: Germania, Irlanda, Portogallo e altri Stati hanno ridotto il prelievo fiscale, mentre Spagna e Svezia sono scese anche sotto i livelli minimi ordinari previsti dalla normativa europea. L’Italia ha applicato nella prima fase dell’emergenza una riduzione fino a 20 centesimi al litro.
«I numeri confermano che il semplice meccanismo delle accise mobili, finanziato esclusivamente con l’extragettito Iva, non sarebbe stato sufficiente a neutralizzare i rincari – osserva Pancotti –. Il governo ha scelto un taglio diretto, ma ora occorre verificare l’evoluzione del mercato ed evitare che, alla scadenza, il prezzo torni improvvisamente ai livelli precedenti».
Pancotti invita inoltre a non attribuire ai gestori la responsabilità degli aumenti.
«I distributori non determinano le quotazioni internazionali, la componente fiscale e, in molti casi, neppure il prezzo finale. Quando il carburante rincara, il margine del gestore non cresce automaticamente: aumenta invece il capitale necessario per acquistare la stessa quantità di prodotto e può diminuire il volume delle vendite».
Confcommercio Piacenza auspica pertanto che il nuovo esame previsto per il 4 agosto tenga conto non soltanto dell’andamento del petrolio e della situazione internazionale, ma anche delle conseguenze che il caro carburanti sta producendo sull’economia reale.
«L’intervento approvato offre un sollievo immediato – conclude Chiappa – ma famiglie e imprese hanno bisogno di una prospettiva più lunga. Qualora i prezzi restassero elevati, sarà necessario proseguire con misure adeguate, sostenibili e capaci di evitare nuovi rincari a pochi giorni dalla scadenza dello sconto».

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