La provincia di Piacenza conta una cinquantina di cantine vitivinicole ma solo uno sparuto gruppo era presente alla 58° edizione di Vinitaly, in corso a Verona. Quest’anno non era della partita nemmeno il Consorzio Vini Doc Colli Piacentini il cui futuro resta ancora molto incerto dopo che a novembre si era dimesso l’intero consiglio di amministrazione guidato da Marco Profumo. Alla successiva assemblea di dicembre si erano presentate solo 22 cantine su 85 e dunque non si era arrivato a nessun rinnovo delle cariche, rinviando tutto ad un ipotetico passaggio a febbraio di quest’anno, che ancora non c’è stato.
Abbiamo dunque colto la palla al balzo per chiedere ad alcuni protagonisti dell’enologia piacentina che futuro immaginano per il Consorzio, partendo dal presidente dimissionario Marco Profumo. (Continua sotto la video intervista)
Profumo ormai l’esperienza del consorzio è alle spalle ed è in aualche modo un capitolo chiuso. Lei crede che ci sarà un futuro?
“Io credo che ci sarà un futuro, credo che fare squadra sia importante, anche se non è sempre facile fare squadra. Peraltro il capitolo non è ancora del tutto chiuso, quindi vedremo cosa succederà. Come avrete visto nelle mie dichiarazioni io ho nel cuore la promozione del territorio oltre alla promozione della mia azienda. Secondo me tutto dovrebbe passare da lì. Confidiamo che in futuro si possa trovare una visione univoca per rappresentare al meglio il nostro territorio”.
Anche il presidente di Destinazione Emilia, Simone Fornasari, presente a Verona si è espresso sul tema: “Siamo consapevoli di alcune difficoltà che ci sono state, ma siamo consapevoli che il nostro territorio è anche ricco di eccellenze, fatte di persone di produttori. Crediamo che questi possano trovare una visione per il bene della nostra terra, di Piacenza della provincia e del Consorzio dei Vini di Piacenza”.
Stefano Perini, amministratore delegato delle Cantine 4 Valli rimane convinto della valenza del Consorzio “Il consorzio ha avuto qualche problema di rappresentatività. Io però sono un ottimista e sono convinto che questi problemi si risolveranno, anche perché il territorio ha bisogno di una rappresentanza che magari non serve in questo momento, perché funziona tutto bene, ma specialmente in momenti particolari, momenti difficili, situazioni particolari avere un consorzio che ci rappresenta e che ci tutela è importante”.




