Sebbene lo non lo abbia mai conosciuto, la cerimonia di intitolazione di uno dei cortili interni della caserma Nicolai di Piacenza alla memoria dello zio, il caporal maggiore Donato Briscese, Medaglia d’Oro al Valor Militare, è stato per la signora Elvira un momento di profonda commozione, come ha spiegato ai nostri microfoni a margine della cerimonia. La mattinata odierna è stata densa di attività presso la sede del 2° Reggimento Genio Pontieri dell’Esercito Italiano e si è aperta con l’arrivo dell’Arcivescovo Ordinario Militare, monsignor Gian Franco Saba.
Dopo essere stato accolto dal comandante del Reparto, il colonnello Daniele Paradiso, e dal 1° Cappellano Militare Capo, don Massimo Gelmi, monsignor Saba ha presieduto la cerimonia di consacrazione della cappella di Reggimento, durante la quale sono state deposte, sotto l’altare, le reliquie di San Giovanni XXIII, Santo Patrono dell’Esercito Italiano e di San Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza e fondatore della Congregazione dei Missionari di San Carlo. La cappella, soggetta alla giurisdizione dell’Ordinariato Militare per l’Italia, di cui ricorre quest’anno il centenario della costituzione, è stata designata per l’anno in corso quale “chiesa giubilare”, consentendo ai fedeli di ottenere l’indulgenza plenaria secondo le disposizioni ecclesiastiche.
La visita è proseguita con la cerimonia di intitolazione dei cortili interni della caserma. L’Arcivescovo ha svelato la targa dedicata a Santa Barbara, martire cristiana e Patrona dell’Arma del Genio, dell’Artiglieria, della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco e di quanti operano in contesti ad alto rischio.
L’intitolazione a Santa Barbara del cortile in cui si esegue l’Alzabandiera, assume un significato particolarmente rilevante per i pontieri dell’Esercito, in quanto rafforza il legame storico e spirituale con la città di Piacenza, dove, presso la chiesa abbaziale di San Sisto, è custodita una cappella monumentale dedicata alla Santa, contenente una delle reliquie più accreditate a livello mondiale.
Subito dopo c’è stata la scopertura delle targhe di intitolazione di altri cortili interni dedicati a due militari del Genio Pontieri caduti per la Patria, il caporal maggiore Briscese, che ha perso la vita sul fronte russo nel febbraio 1942 e il tenente Gian Guglielmo Rebora, Medaglia d’Argento al Valor Militare, ucciso durante il primo conflitto mondiale. In questo caso, non essendo più in vita discendenti diretti dell’ufficiale, a scoprire la targa è stato il sindaco di Recco, Carlo Gandolfo, città ligure in cui il tenente Rebora era cresciuto e dove si era distinto per le sue capacità atletiche e natatorie, fondando anche una società sportiva che idealmente ha gettato le basi per la futura nascita di un’eccellenza quale la Pro Recco di pallanuoto.
All’evento di stamattina hanno partecipato il Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio, Monsignor Adriano Cevolotto, il vescovo emerito Gianni Ambrosio, il prefetto, il questore, il vicesindaco di Piacenza Matteo Bongiorni, il vicepresidente della provincia Albertini, i comandanti del Polo di Mantenimento Pesante, dei carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, i familiari del Caporal Maggiore Briscese. La giornata è stata ulteriormente valorizzata dalla presenza, per la prima volta a Piacenza, dei familiari del Tenente Filippo Nicolai, cui è intitolata la caserma, anch’egli decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare e caduto durante il secondo conflitto mondiale.




