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“La politica come antidoto alla tecnica e alle derive della globalizzazione”; dal prof. Tremonti “lectio magistralis” in S. Ilario 

Lo ha fatto con il suo consueto stile e con la sua verve insuperabile, carica di aneddoti e con una narrazione accessibile anche ai non addetti ai lavori. L’on. prof. Giulio Tremonti ha inchiodato alla sedia i numerosissimi partecipanti all’auditorium S. Ilario alla presentazione del suo libro “Globalizzazione. Le piaghe e la cura possibile”. La serata, condotta dall’on. Tommaso Foti, deputato piacentino e Capogruppo alla Camera dei Deputati di Fratelli d’Italia, ha visto inoltre i qualificati interventi dell’on. Lucrezia Mantovani, Capogruppo alla Commissione politiche dell’Unione Europea della Camera, nonché del Portavoce di Gioventù Nazionale Stefano Cavedagna, prossimo candidato emiliano-romagnolo alle elezioni europee di giugno 2023. Con un fitto ma rapido excursus storico che ha preso le mosse dal 500’, arrivando ai giorni nostri e narrando la propria esperienza professionale e di uomo ai vertici delle istituzioni, Tremonti ha spiegato come “già dal 1989 si potevano vedere evidenti segni di scollamento tra il denaro e i vincoli territoriali imposti dai governi nazionali, con la ricchezza che iniziava ad entrare nella cosiddetta <>”. Il prof. Tremonti non si è sottratto sugli anni recenti e sulla stretta attualità, raccontando il suo passaggio di consegne come Ministro dell’Economia con Mario Monti “al quale – ha ricordato Tremonti – avevo spiegato come tassare le case di proprietà sarebbe stato un errore imperdonabile, essendo la casa una delle principali ricchezze degli Italiani e punto di forza del nostro Paese”. Ampio spazio, sull’onda delle domande dell’on. Foti nella veste di moderatore, è stato dato alle congiunture internazionali e purtroppo alle guerre, sulle quali Tremonti ha evidenziato come “non capire che molti popoli hanno legami forti con la propria cultura, tradizione e passato, pensando che tutti avrebbero accettato supinamente la globalizzazione ha avuto esiti tragici, come il terrorismo e le guerre conseguenti, con Paesi ormai in brandelli come Afghanistan, Iraq, Libia e Siria ed un mondo più insicuro che mai”. Dure parole anche contro la gestione della crisi finanziaria del 2008 “in cui le autorità ed i governi – ha evidenziato Tremonti – a differenza della crisi del 29’ dove i colpevoli sono stati puniti, hanno di fatto premiato i responsabili della crisi stessa che, si badi bene, non è stata risolta ma solo rimandata”. Tra il serio e il faceto, in conclusione, è arrivata la ficcante domanda di Foti “come giudica Tremonti il Tremonti del passato”. Il professore, dopo una risata, ha rivendicato “la legge sul cinque per mille, che andrebbe potenziata, perché è solo con la solidarietà che potremo uscire dalla crisi e fare fronte alle sfide della globalizzazione”.

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