Sarà Africa Mission Cooperation and Development ETS a ricevere il Premio Antonino d’Oro 2026. Lo hanno deciso i Canonici del Capitolo della basilica di Sant’Antonino martire, che hanno annunciato l’assegnazione del riconoscimento giunto quest’anno alla 41ª edizione.
Il premio viene conferito annualmente, alternativamente, a una personalità religiosa e a una laica. Il 2026 è l’anno dedicato ai laici e la scelta è caduta su una realtà che da oltre mezzo secolo rappresenta una delle più significative esperienze di solidarietà internazionale nate nel territorio piacentino.
L’assegnazione assume un significato particolare perché coincide con il centenario della nascita di don Vittorio Pastori, il “Vittorione” che nel 1972 diede vita a quella che oggi è Africa Mission Cooperation and Development ETS. Una storia che affonda le proprie radici nell’esperienza del Concilio Vaticano II, quando il vescovo di Piacenza mons. Enrico Manfredini entrò in contatto con numerosi presuli africani, in particolare dell’Uganda, raccogliendone le richieste e le necessità. Da quel dialogo nacque un percorso che coinvolse Vittorio Pastori, allora segretario amministrativo della diocesi, e che si trasformò in una straordinaria opera di cooperazione internazionale.
Don Vittorione amava scuotere le coscienze con un’espressione rimasta celebre: «Cristiani di pastafrolla!». Un invito a non restare indifferenti di fronte alle sofferenze degli altri e a mettersi in cammino con lo stile del servizio e della solidarietà.
Oggi Africa Mission Cooperation and Development ETS continua quell’impegno. Il presidente di Cooperation and Development è il medico trevigiano Carlo Antonello, mentre Africa Mission, che custodisce il carisma originario del fondatore e la dimensione spirituale dell’opera, è presieduta da don Maurizio Noberini. Direttore di entrambe le realtà è Carlo Ruspantini.
Dalla sua fondazione, l’organizzazione è intervenuta in 16 Paesi africani, inviando aiuti umanitari, attrezzature sanitarie, agricole e scolastiche attraverso 92 aerei cargo, 894 container e 45 Tir, per un totale di quasi 13 milioni di chilogrammi di materiali destinati alle popolazioni più fragili.
L’Uganda rappresenta il principale ambito di intervento fin dal 1972, con particolare attenzione alla regione del Karamoja, una delle aree più povere e vulnerabili dell’Africa orientale. Dal 1984 ad oggi sono stati perforati 1.497 pozzi in Uganda e Sud Sudan e realizzati oltre 2.600 interventi di riparazione e riattivazione di impianti esistenti.
Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza di Africa Mission è la continuità della presenza sul territorio. Anche nei momenti segnati da guerre, tensioni sociali, instabilità politica e dal progressivo disimpegno di molti donatori internazionali, l’organizzazione ha mantenuto operative le proprie sedi e ha continuato a sostenere le comunità locali.
Dopo la morte di don Vittorione, avvenuta nel 1994, papa Giovanni Paolo II incoraggiò i volontari e i collaboratori a proseguire l’opera iniziata. A conferma del legame tra la diocesi di Piacenza-Bobbio e questa esperienza missionaria, nel corso degli anni si sono recati in Uganda anche i vescovi mons. Gianni Ambrosio nel 2012 e mons. Adriano Cevolotto nel 2023.
L’attività dell’organizzazione non si limita agli interventi di emergenza. Africa Mission Cooperation and Development ETS promuove infatti programmi nei settori dell’acqua, della salute, dell’agricoltura, della sicurezza alimentare, della formazione e dello sviluppo comunitario, collaborando con le autorità ugandesi, le diocesi locali, le organizzazioni delle Nazioni Unite e numerose realtà internazionali.
Pur mantenendo una chiara identità cristiana e cattolica, l’organizzazione opera a favore di tutte le persone in difficoltà senza distinzioni religiose, etniche o culturali. Parallelamente svolge in Italia un’importante attività educativa e di sensibilizzazione sui temi della fraternità, della pace, della giustizia internazionale e della cooperazione tra i popoli.
Recentemente don Vittorione è stato inserito nell’Enciclopedia dei Giusti dell’Umanità della Fondazione Gariwo e nei prossimi mesi sarà inaugurato un Giardino dei Giusti nella sede del movimento a Moroto, in Uganda.
Il Premio Antonino d’Oro, patrocinato e sostenuto dalla Famiglia Piasinteina, sarà consegnato personalmente dal vescovo mons. Adriano Cevolotto sabato 4 luglio nella basilica di Sant’Antonino, al termine della celebrazione eucaristica delle ore 11.




