HomePoliticaFotovoltaico alla Pertite: un déjà-vu che viene da lontano

Fotovoltaico alla Pertite: un déjà-vu che viene da lontano

Quello dei pannelli era un tema già emerso nel 2025 con l’intervento dell’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini sulla proposta del Demanio poi definita un "pasticcio burocratico"

L’attuale scontro tra il ministro Tommaso Foti e il sindaco Katia Tarasconi sul destino dell’Ex Pertite ha tutta l’aria di un film già visto. Se oggi il dibattito si infiamma su un documento della Difesa che inserisce l’area in un programma per le rinnovabili, la vicenda del fotovoltaico aveva già vissuto un capitolo emblematico circa un anno fa, vedendo protagonisti l’Agenzia del Demanio e l’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini.

Nel maggio del 2025, la tranquillità dei comitati cittadini era stata scossa dalla comparsa di una scheda sulla piattaforma digitale del Demanio, «Crea valore, investi con noi». In quel documento, i 27 ettari della Pertite venivano proposti agli investitori internazionali come sede per un «Energy Park»: un progetto di agrivoltaico che prevedeva pannelli solari rialzati integrati in una foresta urbana. Fu proprio l’assessore Adriana Fantini a intervenire per spegnere l’incendio, definendo la proposta un mero «pasticcio burocratico» e segnalando l’errore al Demanio poiché in palese contraddizione con il “Piano Città” sottoscritto il 24 aprile 2024.

La vicenda è stata ricordata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Sara Soresi, che ha pubblicato sui propri canali social un video in cui mostra un articolo di stampa del 9 maggio 2025 dal titolo: “All’ex Pertite niente fotovoltaico, Fantini: un malinteso del Demanio”.

Soresi sottolinea come, nonostante il ministro Foti abbia già smentito ufficialmente ogni progetto di questo tipo, il sindaco si dichiari oggi “stupita” da un errore che era già emerso chiaramente un anno fa.

Attraverso un accesso agli atti effettuato il 13 novembre 2025, Soresi ha però portato alla luce un aspetto critico della gestione amministrativa.

Dalla richiesta di tutta la corrispondenza tra Comune, Ministero della Difesa e Demanio è emerso che il Comune non avrebbe più scritto nulla a questi enti dal maggio 2024. Gli unici atti presenti risalgono a maggio 2024, quando il Comune chiese di istituire un tavolo tecnico sull’area. Nonostante il Demanio avesse risposto positivamente il 22 maggio 2024 dichiarandosi pronto al confronto, il sindaco non avrebbe mai provveduto alla convocazione.

Secondo Soresi, se il Comune era davvero preoccupato per il rischio fotovoltaico, avrebbe “dormito sonni tranquillissimi” invece di agire formalmente dopo l’allarme del 2025. Resta dunque da capire perché, se la notizia dell’errore del Demanio era già nota da un anno, l’Amministrazione non abbia dato seguito ai contatti ufficiali per blindare la destinazione a area verde.

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