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Santa Maria di Campagna, nasce un cohousing per lavoratori, persone fragili e studenti

Il progetto è promosso da Caritas, Banca di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Comunità dei Frati Minori. Stanze singole e spazi comuni

Ventiquattro stanze ricavate al primo piano del convento dei Frati Minori di Santa Maria di Campagna per offrire una risposta concreta all’emergenza abitativa e creare una nuova esperienza di convivenza solidale aperta alla città. È il progetto di cohousing presentato nella sala Ricchetti della sede centrale della Banca di Piacenza alla presenza del vescovo Adriano Cevolotto, del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, del vicepresidente della Banca di Piacenza Domenico Capra e del direttore della Caritas diocesana Mario Idda.

La struttura ospiterà nove lavoratori precari, nove studenti universitari, cinque persone fragili e un “portinaio sociale”, figura individuata tra persone già seguite dalla Caritas e chiamata a svolgere piccole mansioni quotidiane, monitorare eventuali problemi e favorire la convivenza all’interno della comunità abitativa.

Il progetto, inserito tra le opere-segno del Giubileo, è stato coordinato dalla Caritas insieme alla Diocesi e alla Comunità dei Frati Minori. L’intervento ha comportato un investimento complessivo di circa 375mila euro, sostenuto principalmente da Caritas, Banca di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Frati Minori, con anche alcune donazioni private.

Oltre alle camere singole, il complesso dispone di spazi condivisi come cucina, soggiorno comune e due lavanderie. L’idea alla base dell’iniziativa è quella di andare oltre la semplice risposta abitativa, costruendo un percorso temporaneo capace di accompagnare gli ospiti verso una maggiore autonomia personale e sociale, con il supporto di educatori e Servizi sociali del Comune.

Gli spazi sono stati progettati proprio per mantenere un equilibrio tra momenti di condivisione e tutela della privacy, in un contesto che punta a favorire relazioni, sostegno reciproco e partecipazione. La struttura sarà infatti aperta anche alle comunità parrocchiali e al territorio, con attività e iniziative rivolte non solo agli ospiti ma all’intera cittadinanza.

«Abbiamo accolto con entusiasmo l’idea di sostenere questo progetto di grande valenza sociale – ha spiegato il vicepresidente della Banca di Piacenza Domenico Capra – un entusiasmo condiviso dal presidente Nenna, nel solco di un legame storico e affettivo che la Banca ha sempre avuto con Santa Maria di Campagna e con le tante iniziative ospitate nel complesso nel corso degli anni».

Il vescovo mons. Cevolotto ha parlato di un progetto che affronta il tema dell’abitare con una visione più ampia: «Qui abbiamo scelto di mettere insieme persone diverse tra loro, trasformando le differenze in una risorsa. È una scommessa che vuole coinvolgere il territorio e la comunità».

Anche il presidente della Fondazione Roberto Reggi ha sottolineato il valore dell’iniziativa, definendo l’emergenza abitativa «uno dei principali problemi sociali contemporanei», soprattutto per quelle persone che non hanno redditi sufficienti per sostenere un affitto sul mercato privato ma nemmeno requisiti tali da accedere all’edilizia popolare.

Il direttore della Caritas Mario Idda ha ricordato come il progetto sia nato dopo la sospensione, alcuni anni fa, dell’attività di ospitalità all’interno di quell’ala del convento per questioni di sicurezza. Tutti gli ospiti allora presenti erano stati trasferiti in altre strutture. «Questa esperienza – ha spiegato – vuole crescere gradualmente e aprirsi al contributo della comunità locale, mettendo insieme fragilità differenti affinché ciascuno possa diventare risorsa per gli altri in un percorso di autonomia e riscatto».

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