Dopo le proteste e i dubbi sollevati da molti cittadini alla ricezione delle prime bollette della Tariffazione corrispettiva puntuale (Tcp), arriva ora anche la precisazione ufficiale di Iren: le vuotature minime dell’indifferenziato non sono gratuite, ma rappresentano una componente economica già compresa e addebitata nella tariffa.
Una conferma che di fatto dà ragione a quanto avevamo anticipato nei giorni scorsi, quando dall’analisi delle fatture recapitate alle famiglie piacentine emergeva chiaramente la presenza di una voce specifica relativa alle vuotature minime. Una circostanza che appariva in contrasto con la comunicazione diffusa nei mesi precedenti dal Comune di Piacenza, dove si parlava di svuotamenti “inclusi” nella tariffa base e del pagamento dei soli conferimenti eccedenti. L’argomento è anche oggetto di un’interrogazione di Sara Soresi, capogruppo di FdI in consiglio comunle.
Nella nota diffusa oggi, Iren chiarisce infatti che «ogni nucleo familiare ha a disposizione un numero minimo di vuotature all’anno: utilizzarne meno non comporta riduzioni in bolletta», precisando inoltre che «la bolletta riporta quindi anche la quota relativa alle vuotature minime previste».
Va però aggiunto un elemento tecnico emerso confrontando le fatture 2025 e 2026: la nuova voce relativa alle vuotature minime sarebbe stata di fatto scorporata dalla precedente quota variabile generale. In sostanza, per chi resterà entro il numero di vuotature comprese, il costo complessivo della tariffa rimarrebbe pressoché invariato rispetto allo scorso anno.
Il vero aggravio scatterà invece per chi supererà la soglia assegnata, pagando circa 1,60 euro per ogni svuotamento extra (1,45 euro più Iva).
Per mesi il nuovo sistema era stato presentato come uno strumento capace di «premiare i cittadini virtuosi» e di far risparmiare chi avrebbe limitato gli svuotamenti dell’indifferenziato. Non solo il Comune aveva scritto che i cittadini avrebbero pagato solo la tariffa base, comprensiva di 12 svuotamenti + ulteriori 6 per ogni membro della famiglia, una spiegazione che alla luce dei fatti non corrisponde esattamente a quanto riportato in bolletta. Probabilmente cambierà poco per i portafogli degli utenti ma un’amministrazione dovrebbe improntare sempre la propria comunicazione alla massima chiarezza evitando di ingenerare confusione.
Questo il comunicato integrale di Iren:
“In questi giorni sono in corso di consegna a Piacenza le fatture in acconto relative alla Tariffazione Corrispettiva Puntuale (TCP) del primo semestre 2026.
È utile ribadire un elemento fondamentale del sistema, già illustrato in fase di presentazione e approvato dal Consiglio comunale: la tariffa prevede, per ogni utenza, un numero minimo di vuotature dell’indifferenziato, definito in base al numero dei componenti del nucleo familiare e ad altri parametri. Questo numero non rappresenta le vuotature effettivamente effettuate, ma costituisce una componente del servizio.
In altre parole, ogni nucleo familiare ha a disposizione un numero minimo di vuotature all’anno: utilizzarne meno non comporta riduzioni in bolletta, mentre eventuali vuotature in più rispetto a quelle previste saranno conteggiate e addebitate successivamente. Si tratta quindi di un sistema che definisce a monte un livello minimo di servizio, uguale per tutte le utenze con caratteristiche analoghe.
La bolletta riporta quindi anche la quota relativa alle vuotature minime previste, suddivisa su base semestrale. Le vuotature eccedenti rispetto a quelle incluse verranno invece conguagliate nella prima fatturazione utile dell’anno successivo, sulla base dei conferimenti effettivamente registrati.
Va inoltre sottolineato un aspetto che sta emergendo proprio in queste settimane: nella fase iniziale di introduzione del sistema, una delle principali preoccupazioni riguardava il numero ritenuto troppo basso di vuotature minime disponibili. L’esperienza concreta sta invece evidenziando che molti nuclei familiari utilizzano un numero di vuotature inferiore rispetto a quello previsto.
Questo conferma che il sistema è strutturato per coprire le esigenze ordinarie delle famiglie, sulla base di parametri definiti e uguali per tutti, e che il numero minimo di vuotature assegnato rappresenta al momento una soglia adeguata per la maggior parte delle utenze domestiche”.




