Un nuovo impianto fotovoltaico comunitario sorgerà sul tetto della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Piacenza. Il progetto, presentato questa mattina durante una conferenza stampa ospitata nei locali della parrocchia, rappresenta uno dei primi tasselli concreti della Comunità Solare, la comunità energetica rinnovabile e solidale attiva tra le province di Piacenza, Lodi e Pavia.
Quello della parrocchia piacentina, insieme all’impianto già realizzato presso la scuola “Tina Pesaro” di Castel San Giovanni, è tra i primi interventi comunitari di questo tipo nel territorio piacentino.
All’incontro sono intervenuti don Giuseppe Lusignani, parroco di Nostra Signora di Lourdes, Andrea Poggio, presidente della CERS Comunità Solare, e Laura Chiappa, presidente del circolo Legambiente Emilio Politi di Piacenza.
La parrocchia ha aderito alla Comunità Solare nel febbraio 2026, mettendo a disposizione per vent’anni la copertura della chiesa per ospitare un impianto fotovoltaico da 90 kW. Il progetto tecnico è già stato predisposto e approvato dalla Curia vescovile di Piacenza, mentre è stata presentata anche la candidatura al bando della Regione Emilia-Romagna per ottenere un contributo pari al 35% dell’investimento complessivo, stimato in circa 106mila euro. L’apertura del cantiere è prevista nelle prossime settimane.
L’impianto consentirà alla parrocchia di abbattere fino al 70% dei costi legati alla bolletta elettrica. Parallelamente, l’energia prodotta e condivisa all’interno della comunità energetica genererà incentivi economici che saranno redistribuiti sia ai soci della cooperativa sia al Fondo Solidale destinato al territorio.
Il prossimo 27 maggio, sempre alla parrocchia di Lourdes, si terrà un incontro pubblico aperto ai cittadini per illustrare il funzionamento della comunità energetica e le modalità di adesione. La CER è infatti aperta a famiglie, associazioni, enti religiosi, realtà del Terzo Settore, attività economiche individuali e piccole e medie imprese.
Il progetto piacentino non si limita però alla città. Nei giorni scorsi si è infatti concluso anche il cantiere dell’impianto fotovoltaico installato presso la scuola “Tina Pesaro” di Castel San Giovanni. In questo caso il Comune ha concesso parte delle coperture scolastiche attraverso un bando pubblico decennale, permettendo alla Comunità Solare di realizzare a proprie spese un impianto da 100 kW e il relativo collegamento alla rete elettrica.
L’assessore ai Lavori pubblici di Castel San Giovanni Massimo Bollati ha sottolineato la soddisfazione dell’amministrazione per la collaborazione avviata con Legambiente e Comunità Solare: «Abbiamo messo a disposizione una porzione del tetto delle scuole elementari per l’impianto fotovoltaico, partecipando anche al bando PNRR. Il cantiere è ormai terminato e attendiamo l’allaccio del contatore. È un progetto pensato a beneficio dei cittadini e di tutta la comunità castellana».
Entrambi gli impianti resteranno a servizio della comunità energetica anche dopo il successivo trasferimento di proprietà previsto dal modello della cooperativa.
Contestualmente è stata lanciata anche la seconda campagna di raccolta fondi per completare il finanziamento dei primi cinque impianti previsti tra Lodigiano, Piacentino e Pavese. L’obiettivo complessivo è realizzare 440 kW di nuova potenza fotovoltaica comunitaria.
Ad oggi il progetto ha già raccolto circa il 79% delle risorse necessarie: su 570mila euro complessivi restano infatti da reperire circa 120mila euro entro maggio 2026. Due impianti sono già conclusi, due sono attualmente in cantiere e quello della parrocchia di Lourdes partirà a breve.
I fondi raccolti finora arrivano in larga parte direttamente dai soci della cooperativa: famiglie, associazioni, enti e una ventina di piccole e medie imprese hanno già investito attraverso quote cooperative e prestiti sociali. Al sostegno privato si aggiungono anche il contributo di Coopfond nazionale e un finanziamento di Banca Etica.
La raccolta proseguirà attraverso donazioni liberali, prestiti sociali decennali riservati ai soci e sottoscrizioni di azioni cooperative, con una remunerazione lorda prevista del 4% annuo.
«L’investimento nella Comunità Solare è sicuro, paziente ed etico», ha spiegato Andrea Poggio, presidente della cooperativa. «Aiuta scuole, cooperative sociali e parrocchie a ridurre le proprie spese energetiche, remunera gli investimenti dei soci e alimenta annualmente il Fondo Solidale destinato al territorio. Nessuna risorsa finisce in attività legate ad armamenti, petrolio o gas».
Poggio ha inoltre evidenziato come il fotovoltaico rappresenti oggi una delle forme più convenienti per produrre energia elettrica nel lungo periodo: «I nostri impianti favoriscono soprattutto famiglie, scuole e Terzo Settore, creando benefici diffusi per tutta la comunità».
Alla base del progetto ci sono anche precisi riferimenti culturali e sociali. La Comunità Solare richiama infatti l’articolo 43 della Costituzione italiana, che riconosce il valore delle comunità di utenti nella gestione delle fonti energetiche di interesse generale, oltre ai principi espressi da Papa Francesco nell’enciclica “Laudato Sì”, dove le cooperative per le energie rinnovabili vengono indicate come strumenti capaci di rafforzare responsabilità collettiva, solidarietà e cura del territorio.




