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La Comunità “La Piuma” da Rivergaro a Roma per il Giubileo della Salute Mentale

Un’esperienza importante per alcuni dei ragazzi della comunità alloggio “La Piuma” che nei giorni scorsi hanno preso parte a una gita di tre giorni nella Capitale

Si è tenuto a Roma il 3 aprile 2025 il “Giubileo della Salute Mentale” importante evento organizzato dalla CEI nell’ambito delle celebrazioni giubilari presso la Pontifica Università Lateranense. Al convegno hanno partecipato oltre ai Ministri della Salute e dello Sport altre importanti personalità attive nel mondo della psichiatria e della salute mentale con l’obiettivo di accendere i riflettori su un tema ancora troppo spesso trascurato. Temi centrali: il diritto alla cura, il superamento dello stigma, la valorizzazione delle autonomie e il ruolo fondamentale dei servizi per la prevenzione e la cura nel percorso di riabilitazione psicosociale. Anche la Fondazione Gasparini di Rivergaro che tra i suoi servizi ospita una comunità di persone con leggere problematiche ha voluto essere presente e portare il proprio contributo ad un evento così importante. Mentre gli operatori discutevano di prevenzione e di come è necessario affrontare la continua e crescente richiesta di servizi per la salute mentale per essere di supporto ad uno Stato che fatica a rispondere ai bisogni di tutti, gli abitanti della Comunità “La Piuma” hanno avuto l’opportunità di visitare la città di Roma accompagnati dall’animatrice della struttura per poi ritrovarsi assieme e compiere il più importante atto di fede e momento importante del Giubileo: il passaggio dalla Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano. Questo evento ha rappresentato molto più di un semplice viaggio: è stata un’occasione di autonomia, socializzazione e inclusione. I ragazzi, hanno esplorato Roma tra arte, storia e bellezze senza tempo. Colosseo, Fontana di Trevi, Fori Imperiali, Piazza San Pietro, Basilica di Santa Maria Maggiore: ogni tappa è stata un’occasione per scoprire, raccontarsi e crescere insieme.

“La vera bellezza di questa esperienza – raccontano gli educatori – è stata vedere i ragazzi vivere la città con entusiasmo e rispetto, aiutarsi tra loro, meravigliarsi davanti ai monumenti, sentirsi parte di un gruppo e di un progetto più grande.”

Un’esperienza utile a conoscersi meglio, ad affrontare paure e nuove scoperte.

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