Prosegue il percorso di decommissioning dell’ex centrale nucleare di Caorso (Piacenza), con le attività di smantellamento che entrano sempre più nel vivo all’interno dell’edificio reattore e parallelamente nei depositi temporanei del sito, in particolare l’Ersma. Nella giornata odierna si è svolta una nuova riunione del Tavolo per la trasparenza, convocato dalla Regione Emilia-Romagna e dedicato all’aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori e sul confronto con il territorio.
Al tavolo hanno partecipato l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo, la sindaca di Caorso Roberta Battaglia, i rappresentanti di Sogin e gli amministratori dei Comuni di Piacenza, Besenzone, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Monticelli d’Ongina, San Pietro in Cerro e Villanova sull’Arda. Presenti inoltre i rappresentanti di Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, del Ministero della Salute, di Arpae, oltre alle associazioni e alle organizzazioni sindacali aderenti al Tavolo.
Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sullo stato delle operazioni in corso. All’interno dell’edificio reattore proseguono gli interventi di smantellamento dei sistemi impiantistici, avviati nel novembre 2024 e progressivamente estesi alle diverse quote della struttura, tra le fasi più complesse dell’intero processo di dismissione. Parallelamente, sono in corso le attività di ristrutturazione e adeguamento dei depositi temporanei, fondamentali per la gestione in sicurezza dei materiali derivanti dal decommissioning.
In particolare, sul deposito Ersma sono state completate diverse operazioni preliminari, tra cui la rimozione di impianti non più funzionali, la demolizione di strutture interne e interventi sulle coperture e sui sistemi di drenaggio, con l’obiettivo di consentire la gestione e la rimozione in sicurezza dei materiali ancora presenti. Proseguono inoltre le attività sugli altri depositi del sito, tra cui Ersba1 ed Ersba2, con interventi di demolizione, ricostruzione e adeguamento strutturale.
Secondo quanto illustrato nel corso della riunione, il cronoprogramma prevede la conclusione delle principali attività di ristrutturazione entro la fine del 2027, mentre la messa in esercizio dei depositi è attesa nel primo semestre del 2028. Le operazioni, nel loro complesso, sono finalizzate a evitare la realizzazione di nuove strutture temporanee all’interno del sito e a garantire la gestione dei rifiuti radioattivi prodotti dal processo di dismissione.
«I lavori stanno andando avanti e il percorso di dismissione procede nel rispetto delle condizioni di sicurezza, come abbiamo potuto verificare anche nel Tavolo per la trasparenza, che rappresenta uno strumento fondamentale di informazione e confronto con il territorio», ha sottolineato l’assessora Irene Priolo. «È un processo lungo e complesso, che richiede competenze elevate e un controllo costante, ma che rappresenta anche un passaggio importante per il territorio. Il decommissioning non è solo smantellamento, ma anche occasione di restituzione di valore».
Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche l’accordo tra Regione Emilia-Romagna e Sogin che prevede risorse complessive destinate alla Media Valle del Po per interventi di riqualificazione ambientale e sviluppo locale, nell’ambito delle compensazioni ambientali. Le risorse saranno impiegate nell’ambito dei progetti del Contratto di Fiume, con interventi su sicurezza idraulica, tutela della biodiversità e valorizzazione del territorio.
Richiamato infine anche il ruolo della Radwaste Management School e il punto sull’iter del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, oltre all’appuntamento Open Gate 2026, per il quale le visite alla centrale di Caorso risultano già sold out.




