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Sanità. Tagliaferri (FdI): «32 abusi in 45 giorni, primario arrestato, silenzi e omertà. Commissariare subito l’Ausl di Piacenza»

“Trentadue abusi sessuali accertati in un solo mese e mezzo, un primario arrestato, un ambiente sanitario descritto come omertoso e complice. Tutto questo è accaduto all’interno dell’Ausl di Piacenza, senza che la Direzione generale intervenisse in modo efficace. È ora che la Regione si assuma le proprie responsabilità e metta fine a questa gestione fallimentare: chiediamo l’avvicendamento immediato della direttrice Paola Bardasi e il commissariamento dell’azienda sanitaria”.

Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, che oggi ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna.

Non è un caso isolato – prosegue Tagliaferri –: in meno di un anno, tre gravi scandali hanno travolto l’Ausl piacentina, tra arresti per spaccio, corruzione, abuso di farmaci e ora un’ondata di violenze sessuali coperte dal silenzio. Sono anche pervenuti tre avvisi di garanzia a seguito di ispezioni dei NAS negli anni 2023 e 2024 che hanno portato alla chiusura di svariate strutture che svolgevano compiti riabilitativi per centinaia di minori senza essere autorizzate e senza corrispettivo bando di gara, si parla di almeno due milioni di euro versati negli anni, in modo quantomeno dubbioso, tali da provocare appunto avvisi di garanzia.

È evidente che siamo di fronte a un sistema fuori controllo, dove il personale non si sente tutelato e dove l’omertà ha preso il posto della vigilanza e del rispetto. Serve un’azione immediata e radicale.

Nell’interrogazione Tagliaferri chiede alla Giunta quali immediate azioni intenda assumere per accertare le responsabilità gestionali e organizzative all’interno dell’AUSL di Piacenza in relazione a quanto denunciato; se non ritenga urgente e necessario disporre il commissariamento dell’AUSL di Piacenza, alla luce del ripetersi di episodi gravissimi in pochi mesi e del fallimento della governance aziendale nel prevenire e gestire tali condotte; per quale motivo la Direttrice Generale Paola Bardasi non abbia sospeso il Direttore Sanitario o rimosso dalle sue funzioni, almeno in funzione cautelativa per non inquinare le indagini sulle coperture e possibili connivenze; quali misure concrete siano state assunte – dopo le prime segnalazioni – per garantire giustizia alle vittime, prevenire nuovi abusi e ripristinare un ambiente di lavoro sano, sicuro e rispettoso della dignità delle persone.

 

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