Chi si era abituato negli ultimi mesi a un certo fair play istituzionale tra il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, e il sindaco di Piacenza Katia Tarasconi deve ora ricredersi. La vicenda dell’ex Pertite, costringe infatti il parlamentare piacentino di Fratelli d’Italia a riporre a riporre il “calumet della pace” e a dissotterrare l’ascia dello scontro politico.
Al centro, la questione della possibile realizzazione di un impianto fotovoltaico, che – sottolinea il ministro – «non verrà realizzato». Secondo Foti, «pare evidente che, essendo già in campagna elettorale, il sindaco voglia presentarsi quale salvatrice della città», parlando di una presa di posizione «meramente strumentale».
Per il ministro sarebbe bastata «una semplice verifica istituzionale», che però il sindaco «ha omesso di promuovere», per chiarire che sull’area non è previsto alcun impianto. L’inserimento del sito ex Pertite nel programma sottoposto a Vas, avviato da tempo, «non comporta infatti in alcun modo la realizzazione di un impianto FER», anche perché l’Esercito avrebbe già individuato una diversa destinazione d’uso.
Foti rende noto inoltre che esiste «la disponibilità da parte dell’Autorità Militare, confermatami dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito», a cedere circa 60mila metri quadrati al Comune di Piacenza, qualora l’amministrazione intenda portare avanti la richiesta avanzata a suo tempo dall’ex sindaco Patrizia Barbieri.
Infine, l’affondo politico: «È grave, deplorevole e inammissibile» – conclude Foti – che il sindaco, pur informata fin dalla mattina dal generale Michele Sirimarco, «si sia ben guardata dal chiarire la situazione», preferendo mantenere uno “scoop” a fini elettorali «destinato a infrangersi sugli scogli come le barche alla deriva».




